di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 febbraio 2026.
Tempo di Quaresima. Venerdì dopo le Ceneri.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-15)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Il tema del digiuno – annunciato già nel mercoledì delle ceneri insieme alla preghiera e all’elemosina – viene focalizzato oggi come uno degli impegni importanti della Quaresima, anche se questo brano evangelico sembra apparentemente smentirne la necessità, dal momento che lo Sposo, Cristo, è sempre con noi.
Ora, sappiamo che in quel momento Gesù si riferisce al giorno in cui effettivamente “sarà loro tolto” con la sua passione e morte, un momento terribile, che i discepoli potranno affrontare solo dopo aver “mangiato e bevuto con lui” o, fuor di metafora, averlo conosciuto e aver familiarizzato abbastanza.
Per noi Cristiani – e qui ci aiuta molto il brano – il digiuno ha anzitutto il valore di creare lo spazio necessario per conoscere e familiarizzare con quel Gesù che possiamo dare per scontato, quasi fossimo giunti al traguardo di una relazione che, in realtà qui in terra, sarà sempre imperfetta. Per questo dobbiamo farci due domande fondamentali.
In primo luogo: per chi digiuniamo? Per farci vedere? Per un’autorealizzazione? Per essere in forma? No! Se la meta determina già il cammino, dobbiamo digiunare per Cristo, ma non perché ce lo chiede lui o la Chiesa, ma per diventare più accoglienti nei confronti del dono della sua presenza.
In secondo luogo: da cosa digiuniamo? Semplicemente dal cibo, scegliendo cosa evitare tra tante cose che abbiamo? – I poveri costretti al vero digiuno non hanno questo lusso! – Dobbiamo digiunare da ciò che realmente ci distanzia o si frappone tra noi e Cristo… magari una dipendenza che ci attira così tanto da rubare il posto centrale di Cristo – e di conseguenza del prossimo. Quindi, può essere il cibo, il cellulare, alcuni divertimenti o altro: ognuno di noi, in coscienza, sa cosa è bene mettere da parte, per sentirsi più leggero e percorrere serenamente questo tempo forte, in cui, in qualche modo, “ci è tolto lo Sposo”, per poterlo poi riavere più luminoso nella Pasqua.
Preghiamo,
Accompagna con la tua benevolenza,
Padre misericordioso,
i primi passi del nostro cammino penitenziale,
perché all’osservanza esteriore
corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Una buona e santa giornata a tutti!
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