di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 28 febbraio 2026.
1ª settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,43-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico:
amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre
vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e
sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i
pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non
fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Il Vangelo di oggi si apre e si chiude con due richieste da parte di Gesù ai suoi discepoli,
e quindi anche a ciascuno di noi, a dir poco inquietanti: “amate i vostri nemici”e “siate perfetti
come il Padre vostro celeste”. In effetti, com’è possibile amare i propri nemici? Un nemico è
tale proprio perché non solo non ci ama, ma non si lascia neppure amare. Ma, ancora di più, è
certamente impossibile essere perfetti come il Padre nostro celeste.
Se poi a queste due richieste ne affianchiamo altre due da parte di Gesù che possiamo ritenere una sorta di pendant esplicativo di esse, e cioè: “Perdonate sempre” e “amatevi come io vi ho amato”, completiamo il quadro.
Un quadro che costituisce la sintesi del nostro Credo cristiano che ci ricorda – sono parole di
Gesù – che noi siamo figli del Padre celeste, creati a Sua immagine, e come tali dobbiamo
cercare di comportarci … Ma, appunto, come si fa? È impossibile! Sì, è proprio così. Di fatto ciò
che ci chiede Gesù non solo è qualcosa di difficile, ma è volutamente qualcosa di impossibile da
raggiungere con le sole nostre forze umane. E sta proprio in questa impossibilità umano-terrena
la base dell’insegnamento di Gesù con il quale intende condurci all’abbandono confidente alla
volontà del Padre, all’esperienza della Sua azione in noi, all’esperienza del Mistero.
In concreto, chiedendoci “l’impossibile” ci aiuta ad accogliere due verità fondamentali, strettamente legate tra di loro. La prima: fino a che viviamo su questa terra non dobbiamo mai sentirci arrivati. La
seconda: grazie proprio a questa umile consapevolezza ci mettiamo in situazione di “toccare con
mano” che “nulla è impossibile a Dio” e pertanto, uniti a Lui, tutto diventa possibile … Questa è
la vera forza che alimenta la nostra fede rendendo possibile il cammino.
Preghiamo.
Padre di eterna misericordia,
converti a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell’unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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