di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, mercoledì 4 marzo 2026.
2ª settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31)
In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
Abbiamo ascoltato la celebre parabola dell’uomo ricco che sperpera il suo denaro dando lauti banchetti (da qui il suo appellativo di ricco epulone o mangione) e di un povero chiamato Lazzaro, che al contrario non ha di che sfamarsi e perdipiù è coperto di piaghe.
Il ricco è una persona che non pensa che a se stesso o a quelli della stessa risma nello sperpero dei beni che Dio gli ha offerto, invece di essere strumento della sua bontà e della sua generosità verso i poveri, i bisognosi. Questa dunque la situazione dei due personaggi qui sulla terra.
L’uomo si gioca il suo destino eterno stando su questa terra, dopodiché non c’è più possibilità di scelta, non si può più tornare indietro. Dio vuole la salvezza di tutti e a ciascuno offre i mezzi di salvezza, cominciando dalla voce della coscienza. Così che anche chi non crede può essere salvato. Per i credenti Dio ci offre la sua Parola, cominciando dalla voce di Mosè e dei Profeti, prima della venuta di Gesù. È questo che Abramo ricorda al ricco, che viveva nel tempo dell’Antico Testamento. Con la venuta di Gesù la Parola di Dio si è manifestata nella sua persona, nelle sue parole e nelle sue opere.
Come per il ricco del Vangelo, nessuno può accampare delle scuse: tutti siamo chiamati a cercare la verità e a viverla, secondo la voce della coscienza, secondo la Parola di Dio, secondo le indicazioni che la Chiesa non smette di offrirci, usufruendo soprattutto della vita sacramentale. Tocca a noi, adesso, vivere coerentemente al Vangelo, al dettame della carità, cominciando da chi ci è prossimo.
La Quaresima ci ricorda il dovere di convertirci, perché è oggi il tempo della salvezza, senza aspettare il domani. È oggi che dobbiamo fare tesoro di quello che il Signore ci dice e della sua grazia.
Preghiamo.
O Dio, che ami l’innocenza
e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
perché, animati dal tuo Spirito,
possiamo rimanere saldi nella fede
e operosi nella carità fraterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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