di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 marzo 2026.
3ª settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,9-14)
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Qualche considerazione sugli altri ci sarà capitata di farla o di ascoltarla, siamo sinceri! Anche noi abbiamo avuto qualche volta “l’intima presunzione di essere giusti disprezzando gli altri”. Ebbene, stiamo sbagliando strada se l’altro diventa il metro di misura della nostra vita o della nostra preghiera. Non possiamo e non dobbiamo consolarci con le disgrazie degli altri. Il nostro metro di misura deve essere o diventare sempre di più il Buon Dio. Allora sì che rimaniamo umili e desiderosi di crescere nell’amore a Dio come figli e non come rivali.
Forse la parabola del Padre misericordioso potrebbe venirci in soccorso…il figlio maggiore aveva l’intima presunzione di essere nel giusto e disprezzava il fratello più piccolo e quando il Padre ha dimostrato tanta misericordia, lui è “scoppiato” e ha detto tutto quello che gli bolliva nel cuore; il Padre invece ha visto il figlio che tornava e non ha pensato ad altro che alla gioia e alla salvezza che il figlio aveva ritrovato.
Queste due anime forse convivono in noi…un po’ pubblicani pentiti e desiderosi di chiedere scusa e un po’ farisei che si sentono giusti e guardano chi va peggio di noi, un po’ figli maggiori che guardano i fratelli dall’alto in basso e un po’ fratelli minori che si pentono della loro lontananza dal Padre..
Solo la grazia di Dio ci può aiutare a capire che siamo deboli e siamo all’ultimo posto e solo Lui può portarci al primo posto con il suo amore, non noi, la nostra bravura e i nostri confronti. È ammessa solamente la santa invidia: un desiderio di essere grandi amici di Dio e soprattutto di farlo con gli altri, non soli!
Un delle formule dell’atto penitenziale della Messa dice: “Umili e pentiti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia pietà anche di noi peccatori.”
Questo è l’atteggiamento giusto, per oggi, per sempre!
Preghiamo.
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di contemplare e vivere
i misteri della redenzione
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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