di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 marzo 2026.
5a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,1-11)
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Gesù è venuto nel mondo per predicare, per insegnare e per salvare ogni uomo, e lo incontrano coloro che sono assetati di verità e in ricerca del bene. Nelle prime righe abbiamo ascoltato che “tutto il popolo andava da Lui”. Ma che cosa insegna Gesù? Un modo nuovo e pieno di amare Dio e il prossimo, che supera l’istintiva violenza vendicativa che emerge dal cuore dell’uomo. Gli scribi e i farisei sono la parte più istruita e osservante del popolo, ma anche con le migliori intenzioni di onestà e di rigore morale, non sono esenti dal giudizio rigido che vuole lapidare gli altri.
La malcapitata di turno è questa donna che “è stata sorpresa in flagrante adulterio” e che la legge di Mosè avrebbe condannato a morte. Il metodo che usa Gesù non è la contrapposizione, ma il recupero dei cuori induriti e delle menti ottuse che per comodità si appellano alla condanna della donna. Il silenzio e lo “scrivere col dito per terra” riporta quel gruppo inferocito alla calma e alla consapevolezza del proprio peccato: Gesù legge il male nelle anime e lo ribalta in bene, riscrive interiormente il modo giusto di risanare la realtà.
Qui avviene un miracolo: che nessuno, neanche il più invasato, ha gettato il sasso contro la donna. L’errore e il peccato degli altri, con la Grazia di Dio possono farci accorgere di non essere senza peccato, di non essere esenti da errori. Siamo tutti atterriti e sconcertati dalle guerre fra le nazioni, ma quante guerre scateniamo noi stessi, anche con apparente animo pacifista? E sui social, a quante lapidazioni partecipiamo, scagliandoci contro errori “evidenti” che fanno o dicono gli altri?
Gesù è veramente il re della pace, ci insegna a non condannare, non per livellare tutto al basso, ma perché il bene e anche il male ci insegnino a non peccare più.
Preghiamo.
Padre Onnipotente,
che con il dono del tuo Figlio
ci insegni la tua misericordia,
trasformaci in creature nuove,
per essere preparati alla Pasqua gloriosa del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi dal Santuario Gesù Bambino di Arenzano.
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