Caffè di martedì 31 marzo 2026

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 marzo 2026.

Settimana santa.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,21-34.36-38)
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono l’un l’altro, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. -Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Il racconto dell’istituzione dell’eucaristia si inserisce nella notte del tradimento, ma il Vangelo di
Giovanni invita a capovolgere la prospettiva: il dono dell’Amore precede e supera il peccato e il
tradimento dell’uomo: prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine (Gv 13,1). È l’ora di
Gesù. L’ora dell’Amore che passa oltre il tradimento, oltre le attese e le speranze dell’uomo. È
l’Amore più grande: dare la vita per i propri amici. È un Dio che ci ama troppo, secondo
un’espressione di San Paolo.

All’Amore che si dona fino alla fine, o meglio, fino al fine, fino alla pienezza di senso e fino al
compimento definitivo, i discepoli reagiscono in vari modi. Con un mondo di paure,
un’agitazione interiore che impedisce il silenzio dell’ascolto e della fiducia, con incomprensioni o
semplici curiosità.
Due reazioni, in modo particolare, ci invitano a un esame di coscienza e a una profonda
meditazione. La prima è quella di Giuda che, pur avendo conosciuto la luce, sceglie
deliberatamente le tenebre. Dopo il boccone che Gesù gli porge, Satana entra in lui. E subito
Giuda esce: «ed era notte», annota l’evangelista. Una notte che colpisce l’animo del traditore, più
che l’ambiente esterno.
Mentre Giuda agisce in assoluto silenzio, chi si fa notare maggiormente, occupando il centro
della scena, è l’ostinazione orgogliosa di Pietro, che già prima voleva impedire a Gesù il gesto del
servizio (la lavanda dei piedi) e ora non si rassegna al fatto che Gesù gli riveli i suoi limiti,
ostentando per reazione un coraggio che non gli appartiene: «darò la mia vita per te». Orgoglio e
presunzione che il Maestro, Parola di verità, ridimensiona immediatamente, preannunciandogli il
triplice rinnegamento.

Preghiamo.
Concedi a questa tua famiglia, o Padre,
di celebrare con fede i misteri della passione del tuo Figlio
per gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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