di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 aprile 2026.
Ottava di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,11-18)
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
È ancora buio nel cuore di Maria di Màgdala. Fuori è mattino di Pasqua, ma lei piange. Sta lì, davanti al sepolcro vuoto, triste con una domanda disperata: dov’è il mio Signore?
Gli angeli con le loro spiegazioni non bastano. Quando ami, non ti bastano le risposte: vuoi una presenza.
Si gira e rigira più volte: Gesù è lì, in piedi. Vivo. Eppure non lo riconosce. Lo scambia per il custode del giardino. Giardino… parola che profuma di inizio, di Genesi, di vita che ricomincia. Pasqua è questo: una creazione nuova, un nuovo inizio di umanità.
Gesù le fa una domanda che attraversa tutto il Vangelo di Giovanni, già proposta ai primi discepoli: «Chi cerchi?». È la stessa di sempre. È la domanda decisiva. Perché puoi cercare tante cose… e avere Gesù davanti senza riconoscerlo.
Poi accade tutto in un istante. Una voce. Un nome: «Maria!». Al suono di questa parola cambia tutto. Quando Dio ti chiama per nome, non puoi sbagliarti. Lei si volta davvero – questa volta sul serio – e risponde: «Rabbunì!». Maestro! Ecco l’incontro. Ecco la vita!
Vorrebbe trattenerlo. Fermare quell’istante estatico. Ma Gesù apre subito un orizzonte più grande: «Non mi trattenere… va’!». La vita del Risortonon si possiede, si deve annunciare. E così Maria diventa la prima apostola e annunciatrice: «Ho visto il Signore!». Non un’idea. Non una teoria. Ma un incontro… ecco la vera Pasqua!
Qualche settimana fa, con 50 pellegrini siamo stati davanti alle reliquie di Maria Maddalena a Saint-Maximin de Beaume in Francia. Colpisce un racconto tradizionale: sulla fronte del cranio esposto, proprio al centro c’è un segno rossastro come se in quel punto ci sia ancora della pelle. Come se Gesù avesse toccato Maria Maddalena in fronte. E il passaggio di quel tocco, del Risorto, lascia un segno che neanche la morte e i secoli non possono cancellare.
Grazie Maria Maddalena per averci raccontato il tuo incontro con il Risorto! Grazie perché anche noi in questi giorni possiamo fare la stessa tua esperienza e gridare anche noi di gioia: «Cristo è risorto! L’ho incontrato! Alleluia!»
Preghiamo.
O Dio, che ci hai donato i sacramenti pasquali,
assisti questo popolo con la tua grazia,
perché, raggiunta la libertà perfetta,
possa godere in cielo
quella gioia che ora pregusta sulla terra.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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