a cura delle Suore Carmelitane Teresiane
– Torino –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 aprile 2026.
Ottava di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
A una prima lettura di questo brano di vangelo, può sembrare strano che i discepoli siano così increduli: “Sconvolti e pieni di paura credevano di vedere un fantasma”. Hanno appena condiviso l’esperienza dei due che, dopo aver camminato da Gerusalemme a Emmaus con Gesù e averlo riconosciuto, sono tornati di corsa ad annunciarlo agli altri e si sono sentiti rispondere: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». E ora tutti faticano a credere!
Ai due di Emmaus, Gesù aveva già spiegato “ciò che si riferiva a lui in tutte le Scritture”. E qui di nuovo “aprì loro la mente per comprendere le Scritture”. Chissà quante altre volte Gesù ha dovuto ripetere questa ‘catechesi biblica’ ai suoi discepoli, per aprire i loro occhi e far loro scoprire che la salvezza promessa si è compiuta! Ma in realtà, se ci pensiamo bene, sarebbe più strano se i discepoli avessero compreso il mistero della risurrezione nel giro di poche ore. Non sarebbe stato umano.
È scritto che “per la gioia non credevano ancora”. Cioè: la notizia della resurrezione è talmente grande e sconvolgente e troppo bella, per poterla credere e comprendere fino in fondo, in un attimo.
Ecco perché questo vangelo è ancora una volta una buona notizia per noi, perché ci dice che anche i discepoli – come noi – hanno avuto bisogno di tempo e soprattutto della pazienza di Gesù, perché la fede nella potenza della resurrezione penetrasse le loro piccole menti e soprattutto si incarnasse nella vita.
E Gesù, con infinita pazienza, dice a loro e a noi: “Toccatemi e guardate”.
Ogni volta che ci accostiamo all’eucaristia Gesù ci dice: “Toccatemi e guardate”; ci dice addirittura: “mangiatemi. Perché la vostra piccola fede e il vostro piccolo amore crescano; nutritevi della mia grazia, perché possiate risorgere dalla vostra tristezza e dal vostro egoismo e diventare capaci, come me, di spezzare il pane della vostra vita, facendovi dono”. Grazie Gesù!
Preghiamo.
Gesù, oggi con i discepoli ti diciamo:
«Credo, Signore, aiutami nella mia incredulità»,
fa’ che la fede nella tua risurrezione ci rafforzi interiormente
e possiamo crescere nella speranza e nella carità verso tutti.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
A tutti voi, una buona giornata!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.