Caffè di sabato 11 aprile 2026

di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 aprile 2026.

Ottava di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,9-15)

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Il vangelo di oggi è diretto… quasi brusco… non edulcora nulla. I discepoli non arrivano a credere: Gesù è risorto ma essi rimangono chiusi, diffidenti e delusi. Maria di Magdala lo annuncia ma non le credono. Due discepoli testimoniano ma non li ascoltano. Alla fine Gesù stesso appare e li rimprovera per la lor incredulità, ma con quell’amore proprio a lui solo.

Anche noi abbiamo ricevuto l’annuncio tante volte. Siamo in un paese pieno di chiese e di arte cristiana, tuttavia questo non significa automaticamente fede viva. Possiamo essere culturalmente cristiani e interiormente scettici. Possiamo essere cristiani ma non credere davvero che Cristo sia vivo e operante oggi.

Il punto non è che i discepoli hanno dubitato. Il punto è che Gesù non li abbandona nel dubbio, li raggiunge, li affronta e li rimette in piedi. Poi fa una cosa sorprendente: affida proprio a loro la missione: «Andate in tutto il mondo e proclamate li vangelo ad ogni creatura». Non sceglie persone perfette, ma uomini che hanno avuto paura, che hanno faticato a crede e questo cambia tutto: la missione non nasce dalla nostra sicurezza ma dall’incontro con Lui.

In una società stanca e spesso disillusa, dove la fede sembra marginale o privata, il Signore ci chiede di testimoniare che Lui è vivo con una vita che respira speranza. La risurrezione non è un’idea ma Gesù vivo e presente e a noi che siamo suoi dona di trasmettere la sua luce e il coraggio di testimoniare.

Preghiamo.
O Padre, che nella tua immensa bontà
estendi a tutti i popoli il dono della fede,
guarda i tuoi figli di elezione,
perché coloro che sono rinati nel Battesimo
siano rivestiti dell’immortalità beata.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

A tutti voi auguro una giornata vissuta alla presenza di Dio

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Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

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