di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 aprile 2026.
2ª settimana del Tempo di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 1-8)
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Ascoltiamo come San Giovanni della Croce interpreta queste parole di Gesù, nell’opera “Salita del Monte Carmelo”: “Chi non rinasce nello Spirito Santo non potrà vedere quel regno di Dio che è lo stato di perfezione … Rinascere nello Spirito Santo in questa vita è possedere un’anima del tutto simile a Dio in purezza, senza avere alcuna mescolanza di imperfezione; così si può fare una pura trasformazione per partecipazione di unione.
Quando parliamo di unione dell’anima con Dio, non parliamo di quella sostanziale, che esiste sempre, ma di quella che non esiste sempre, ma solo quando viene ad esserci somiglianza d’amore … questa avviene quando le due volontà, quella dell’anima e quella di Dio, sono perfettamente conformi; quando l’anima togliesse da sé totalmente ciò che contrasta con la volontà divina, resterà trasformata in Dio per amore” (cf. 2S 5,3-5). Fin qui il Nostro Santo Padre. Ma cos’è che contrasta la volontà di Dio in noi, se non la nostra ricerca di consolazioni e soddisfazioni nelle persone e nelle cose?
Ed allora ecco di nuovo San Giovanni della Croce con una delle sue Parole di luce e di amore: “Considera che la tua carne è debole e che nessuna cosa del mondo può dare al tuo spirito fortezza o consolazione, poiché ciò che nasce dal mondo è mondo, ciò che nasce dalla carne è carne, e lo spirito buono nasce solo dallo Spirito di Dio, che non si comunica mediante il mondo o la carne” (Parole… 42).
Preghiamo.
Dio onnipotente,
a noi che, rinnovati dai sacramenti pasquali,
abbiamo abbandonato la somiglianza con il primo uomo,
concedi di essere conformati alla tua immagine di creatore.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Vi auguro una giornata piena non di passeggere illusioni, ma di autentiche illuminazioni! Alleluia!
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