Caffè di domenica 28 maggio 2023

di padre Marco Cabula
– Comunità di Varazze (SV) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 28 maggio 2023.

Solennità di Pentecoste.
Termina il Tempo di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

“Il cristiano è un uomo, più lo Spirito Santo”, amava annotare Charles Péguy. E’ interessante la prospettiva del Vangelo di oggi: la scena infatti non è più fuori ma dentro, fa spazio ad un’intimità che s’impone all’interlocutore di sempre. Il grande spettatore silenzioso è il cenacolo: non dice una parola, è vero, ma caspita se parla!… tenendo insieme i punti salienti della rivelazione di Cristo, l’Eucaristia e lo Spirito Santo: da una parte il corpo di Cristo donato e spezzato per noi, e dall’altra noi creature che ci scopriamo ricreate, ritrovate, riunificate dall’Amore di Dio.

Ma a guardar bene, c’è anche un’altra protagonista che si muove silenziosamente sullo sfondo. E’ un’emozione: l’evangelista dice chiaramente che i discepoli avevano “timore dei giudei” (cf. 7,13; 19,38). La paura blocca i discepoli, impedendo loro di aprirsi, di professare apertamente la propria esperienza: le porte chiuse sono in questo il simbolo più eloquente di un’umanità ferita e in parte sconfitta. È come se, in sintesi, questo Vangelo contenesse il cammino di tutta la vita, descrivendola come un divenire continuo fra timore e fiducia, fra tristezza e gioia… Sono ingredienti importanti, certo, perché muovono ogni azione e, rispettivamente, chiudono o aprono il nostro cuore alla Vita stessa. Eppure Gesù viene! E raggiunge i discepoli così, senza giudizio, senza vergogna. Poco importa se lo hanno abbandonato, rinnegato o tradito. Le stesse porte chiuse mettono in evidenza la dimensione ormai celeste di Cristo che sorpassa ogni barriera tra lui e noi.

Che meraviglia constatare che tutte le icone della Pentecoste sono colme di volti: lo Spirito rispetta e sceglie la nostra pluralità, per primo sa che ciascuno di noi è esclusivo, ma al tempo stesso chiamato a una conformazione unificante con l’unico Amore di Dio. Lo Spirito Santo è il vento che fa nascere i cercatori d’oro, diceva Giovanni Vannucci. Di più: lo Spirito è Dio stesso, rivelato in tutta la forza e intensità. Ogni vita, in effetti, esiste per essere infiammata, per cercare l’intensità. La vita non è preziosa se non diventa stella, fuoco (Gianfranco Ravasi), cometa accesa e itinerante che conduce alla piena Verità di Cristo. Ecco lo Spirito Santo: è questa novità creante, sinfonia di vita capace come la luce del sole di far sbocciare dalla medesima terra le varietà più particolari di fiori. La terra della storia è sempre quella, certo, ma ogni seme cullato e nutrito dalla luce sprigiona una bellezza tutta propria che celebra la fantasia onnipotente di Dio. Divino e umano trovano compimento solo così: l’uno nell’altro.

E’ interessante, infine, quel “ricevete”, che denota la dimensione della generosità di Dio. Noi ne abbiamo quanto ne riceviamo, e possiamo accoglierlo sempre di più, senza determinare limiti di ciò che è infinito.

Grazie, Gesù, perché ci doni il tuo Spirito in pienezza, non a misura. Grazie perché ci chiedi di accoglierlo, ricordandoci che ogni dono è tale solo quando qualcuno impara a riceverlo. E’ un dono che apre a una sequela concreta di fatti, parole, vite ricreate, perché liberate dai peccati e dalle tenebre. Aiutaci in questo cammino, a unificarci a te, scoprendo che la nostra missione è fare in terra ciò che tu continui a fare in cielo: donare e perdonare.

Preghiamo.
O Dio, che nel mistero della Pentecoste

santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo,
e rinnova anche oggi nel cuore dei credenti

i prodigi che nella tua bontà hai operato
agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una santa e felice domenica a tutti voi.

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3° incontro “Amici del Caffè carmelitano”

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