di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 agosto 2023.
XVIII settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Domenico, presbitero.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-36)
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Ciò che entra nell’uomo dall’esterno e ciò che proviene dal suo cuore: questa è la differenza fondamentale su cui Gesù vuole porre l’attenzione, motivo per cui dà un segno forte ai farisei, non insegnando a lavarsi le mani prima di prendere cibo.
Da un cuore che non custodisce il timore di Dio e il precetto della carità – l’amore per Dio sopra ogni cosa e l’amore del prossimo – esce una cattiveria, un male che si diffonde nel mondo e rende impuro l’uomo. L’impurità ci toglie dalla giusta relazione con il Signore, e altera la nostra capacità di amare con generosità il nostro prossimo.
Questi segni del male dimostrano che il seme piantato e la pianta cresciuta non provengono da Dio. Solo il seme piantato da Dio e fatto crescere da lui stesso con la nostra collaborazione porta veramente frutto. È la vita divina che fa crescere il bene in noi e attraverso di noi, mentre il male genera morte e divisione. E la vita secondo lo Spirito fa germogliare in noi il seme della santità. Essa è quella via con cui portiamo a compimento il dono più grande della nostra esistenza: l’essere figli del Padre celeste.
Preghiamo.
Guida e proteggi, o Signore, la tua Chiesa
per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico:
egli, che fu insigne predicatore della tua verità,
sia nostro intercessore davanti a te.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Iniziative per giovani – Esperienze vocazionali
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