di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 novembre 2023.
XXXI settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Leone magno, papa e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Luca (16,1-8)
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».
Gesù non fa altro che constatare la furbizia disonesta che pervade le relazioni umane ottenebrate dall’egoismo. Ci vuole la luce dell’amore di Dio per rendere pure e libere le nostre intenzioni. Solo amandoci l’un l’altro (ma anche noi stessi) come Dio ci ha amati, ne facciamo esperienza. Questo amore è benevolenza senza eccezioni e dono di sé senza riserve. Facciamo attenzione a come il Maestro definisce i suoi discepoli: figli della luce. Chi è la luce? Gesù lo dice: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita“. (Gv 8,12) Allora siamo come dei figli per Gesù, che è figlio del Dio Padre della luce, come lo definisce l’Apostolo Giacomo (Gc 1,17).Ma anche di noi dice: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14). Ecco: nel nostro DNA c’è la luce dell’amore; siamo fatti in modo che, per grazia, ci dobbiamo sviluppare nella benevolenza e nel dono di sé. “Mentre avete la luce – dice ancora Gesù – credete nella luce, per diventare figli della luce (Gv 12,36). E anche San Paolo continuerà ad esortare così i fedeli: “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità (Ef 5,8-9). “Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che il giorno del Signore possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii (1Ts 5,4-6). Così, alla fine, i più furbi sono i cristiani, che sanno già come deve finire la storia del mondo e attendono nella pace e con le opere di misericordia il momento dell’incontro con Dio, che è Luce (1Gv 1,5)
Preghiamo.
O Dio, che mai permetti alle potenze del male
di prevalere contro la tua Chiesa,
fondata sulla roccia dell’apostolo Pietro,
per intercessione del papa san Leone Magno
fa’ che essa rimanga salda nella tua verità
e proceda sicura nella pace.
Per Cristo nostro Signore.
Buona e santa giornata a tutti!
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