di padre Vojtech Kohut
– Comunità di Genova –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 agosto 2024.
18ª settimana del Tempo Ordinario.
Sant’Alberto di Trapani, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Che comportamento strano da parte di Gesù! Anzi, stranissimo, perché provocatorio e inspiegabile, se lo confrontiamo con altre pagine del vangelo. Altrove abbiamo a che fare con la grande bontà e accondiscendenza di Gesù, espressa anche verso i pagani, ma qui? Chiamarli “cagnolini” suona terribilmente e l’uso del diminutivo addolcisce di poco quella durezza.
Perché Gesù lo fa? Perché è così duro verso una mamma disperata che sta soffrendo per una grave possessione della sua figliuola e lo “disturba” solo perché non trova aiuto altrove?
Credo che Gesù lo faccia proprio per “pro-vocare” nel primo e più genuino senso del termine: chiama fuori, suscita una reazione, spinge a un comportamento celato… Prima di tutto per muovere la donna stessa: per ricevere la grazia della guarigione della figlia lei ha bisogno di scoprire e attivare tutta la fede di cui è capace e che giace in lei in qualche maniera inerte. E ciò nonostante il fatto che abbia già chiamato Gesù con i titoli messianici: “Signore, Figlio di Davide”. Ma ci vuole di più e perciò Gesù la provoca. E lei si lascia spronare fino a guadagnarsi un sincero complimento del Signore: “Donna, grande è la tua fede!”.
Occorre che cresca in questa virtù non soltanto lei, ma che crescano anche i discepoli stessi: chiedono, infatti, al Maestro di assecondare la domanda della donna non per compassione, ma “perché ci viene dietro gridando!” Per questo motivo il Signore fa dispiegare la fede della donna fino a tal punto: affinché gli apostoli, umiliati dall’evidenza della sua superiorità, guariscano dalla malattia delle buone apparenze, che vuole un miracolo solo per evitare una situazione imbarazzante, una scenata, un chiasso che stuzzica la curiosità delle folle e suscita le chiacchiere e le derisioni.
Anche oggi Gesù agisce così: quando ti domandi perché ti fa passare per delle situazioni difficili, quando ti provoca con delle dure prove, è probabile che voglia semplicemente svegliare la tua fede, assopita e inerte, addormentata in mezzo alle banalità della vita quotidiana. Lasciati svegliare, e presto!
Preghiamo.
O Dio, che in sant’Alberto,
fedele servitore della beata Vergine del Carmelo,
hai dato alla tua Chiesa un modello di purezza e di preghiera,
fa’ che imitiamo la sua vita evangelica
per condividerne la gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Benedetta giornata a tutti voi, amici nel Signore!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.