di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar – Yolé (Rep. Centraficana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 agosto 2024.
18ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-23)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Nella sua opera intitolata Lotta dell’anima con Dio, il Beato Francesco Palau, carmelitano scalzo spagnolo attivo agli inizi dell’Ottocento, spiega in modo particolare il cammino che l’anima compie per raggiungere l’unione con Dio. Questo cammino viene paragonato a un lungo dialogo tra una donna e il suo confessore. All’inizio della sua confessione la donna presenta le ansie che le derivano dalle difficoltà sofferte dalla Chiesa in quell’epoca. Nei primi anni dell’Ottocento, infatti, la Prima Repubblica spagnola stava adottando una politica persecutoria molto aggressiva nei confronti di preti e religiosi, tanto che si temeva l’estinzione della fede cattolica in territorio spagnolo.
Il confessore spiega alla donna che non deve disperare perché questa difficoltà può essere innanzitutto un’occasione di purificazione per la Chiesa. Inoltre a lei, membro della Chiesa, è chiesto di pregare ardentemente e con insistenza per la fine di questa persecuzione, e tale preghiera può arrivare perfino ad esigere quasi violentemente di essere esaudita, diventando simile alla lotta tra Giacobbe e l’angelo. E in questo combattimento orante l’anima scoprirà la vicinanza di Maria, dei Santi e infine di Dio stesso.
Con questa sua opera e con il suo apostolato lo stesso Beato Francesco Palau si è rivelato un apportatore di ricchezza nuova per la Chiesa del suo tempo. Prima di lui, Pietro era stato chiamato a confermare la fede degli altri apostoli, perché di fronte alle difficoltà interne ed esterne alla chiesa, la speranza in Gesù non venga mai meno. Le potenze degli inferi non prevarranno mai su di essa perché la Chiesa, fondata sulla roccia di Pietro, è di Cristo.
Per intercessione di San Domenico, grande difensore della fede e instancabile operaio della vigna della chiesa, chiediamo che non venga mai meno in noi la speranza e le difficoltà ci spingano ad attaccarci sempre più saldamente alla vite che è Cristo.
Preghiamo.
Guida e proteggi, o Signore, la tua Chiesa
per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico:
egli, che fu insigne predicatore della tua verità,
sia nostro intercessore davanti a te.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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