di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 settembre 2024.
23a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (6, 6-11)
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
La disputa sul sabato giunge al suo apice di incomprensione e di violenza. I farisei e gli scribi, fuori di sé dalla collera, danno di matto quando Gesù li mette al muro.
Gesù non è certo venuto per trasgredire le norme, anche se sa ben distinguere cosa viene da Dio e cosa viene dagli uomini nei numerosi precetti orali che il pio israelita era tenuto ad osservare. E certamente non vuole mettere in discussione una delle intuizioni più originali del popolo di Israele, quella del sabato come momento di memoria della libertà e della dignità dell’essere umano!
Ma il messaggio che Gesù porta avanti è potente: Dio non ha gravato i credenti con norme e leggi fatte per manifestare la propria divina autorità ma fa tutto per il loro bene vero e per renderli liberi!
Gesù rimette in ordine la corretta interpretazione della norma ponendo nel mezzo l’uomo dalla mano inaridita. È l’uomo ad essere al centro, non l’osservanza di una pur giusta regola! Dio ha donato agli uomini le regole perché essi siano più liberi!
Preghiamo.
O Padre, che ci hai liberati dal peccato
e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
guarda con benevolenza la tua famiglia,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Auguro a tutti voi una giornata benedetta da Dio.
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