Caffè di martedì 4 marzo 2025

di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 marzo 2025.

8a settimana del Tempo Ordinario.
Domani inizia il Tempo di Quaresima.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10, 28-31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Il Vangelo di oggi fa seguito al discorso di Gesù che mette in guardia dalle ricchezze, che possono impedire l’accesso al Regno di Dio. O, perlomeno, possono impedire la risposta generosa a seguire Gesù.

Con il suo intervento, Pietro vuole far notare a Gesù che sia lui che i suoi compagni hanno avuto la grazia e il coraggio di abbandonare tutto per seguirlo. In effetti, è stato un gesto generoso da parte loro. Questo gesto ha significato una grande fede, una grande fiducia in Gesù. Il fatto di abbandonare le persone più care, i beni di sussistenza, la propria casa, per contare solo su Gesù, solo sulla Provvidenza del Padre celeste, è degno di ammirazione e di lode.

L’esempio di Pietro e degli Apostoli va aldilà di quello che ognuno di noi cristiani possiamo fare, facendo di Gesù una scelta radicale. Questo è possibile solo se c’è la grazia di una chiamata speciale, come Gesù ha fatto nei loro confronti. Questi tipi di chiamata non sono rari nella storia della vita della Chiesa. Troviamo tanti esempi di persone, laici che si dedicano alle opere per il Vangelo. Possiamo, ad esempio citare l’industriale milanese Marcello Candia, che ha lasciato tutte le sue proprietà, le sue industrie per recarsi come missionario in Brasile, dove ha seguito delle persone povere e i lebbrosi in particolare.

Per tutti noi, pur non avendo ricevuto una grazia speciale, una vocazione speciale, resta il fatto della chiamata, della vocazione alla vita cristiana. Anche questa chiamata esige una continua rinuncia all’attaccamento ai beni terreni, agli affetti terreni che possono ostacolare il nostro attaccamento a Gesù e alle esigenze del Vangelo.

Nel commentare il gesto di rinuncia dei suoi Apostoli, Gesù fa loro presente che essi sono ricompensati generosamente in questa vita terrena e ancor più nella vita eterna, senza però escludere da questa ricompensa una buona dose di sofferenze, che essi dovranno affrontare per irrobustire la loro offerta, il loro sacrificio. Seguire Gesù non è sempre facile, e tutti ne facciamo l’esperienza. La semplice rinuncia a noi stessi, al nostro egoismo, alla tentazione del peccato è già una sofferenza, senza contare le sofferenze che altre persone possono infliggerci.

Chiediamo al Signore la grazia di essere forti nella fede, nella speranza, con gli occhi sempre fissi verso il premio eterno che ci aspetta.

Preghiamo.
O Padre, che affidi alle mani dell’uomo tutti i beni della creazione e della grazia,
fa’ che la nostra buona volontà moltiplichi i frutti della tua provvidenza;
rendici sempre operosi e vigilanti in attesa del tuo ritorno,
nella speranza di sentirci chiamare servi buoni e fedeli,
e così entrare nella gioia del tuo regno. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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