di fra Giancarlo Cencio
– Comunità di Savona –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 maggio 2025.
3ª settimana del Tempo di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,22-29)
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Il miracolo dei pani e dei pesci è stata la vera notizia bomba di quei giorni in Galilea. A quei tempi non avevano i social, ma come cantava Fabrizio De Andrè “…una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale Come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca”. E così tutti si mettono alla ricerca di Gesù.
Sorge spontanea una domanda: perché cerchiamo Gesù? Oggi è lo stesso Gesù a farci questa domanda e, anzi, ci offre anche la risposta: lo cerchiamo perché sentiamo il bisogno di qualcosa, proprio come le persone di Tiberiade che avevano ricevuto il pane che Gesù aveva distribuito. C’è sempre una sorta di “fame” che ci spinge verso Dio. Non è necessario essere esperti in fenomenologia della religione per capire che il nostro rapporto con Dio è spesso influenzato da necessità, da eventi dolorosi (come un lutto, una malattia o una grande delusione) che ci portano a cercare conforto nella fede. Gesù non condanna questo; anzi, ci dice che è venuto per i malati e non per i sani, per coloro che si trovano in difficoltà, anche per chi ha bisogno di cibo materiale – e spesso ci invita a essere parte di questa rete di solidarietà.
Tuttavia, ciò che Gesù ci chiede oggi è di compiere un passo avanti nel nostro cammino di fede, superando la logica del dare e avere per abbracciare quella della gratuità. Imparare a chiedere il “pane che non svanisce” non significa ignorare i bisogni materiali, ma piuttosto elevare le nostre necessità quotidiane guardando verso l’alto. Dobbiamo vivere la nostra vita terrena con il desiderio del Cielo e dare al nostro pane un sapore speciale.
In questo percorso di chiarezza riguardo ai nostri bisogni, non siamo soli. Gesù è al nostro fianco e ci guida nel discernimento, sempre presente nelle nostre scelte e necessità. Sta a noi avere fiducia in lui, affidare il nostro futuro alle sue promesse e costruire il nostro domani sulla sua presenza eterna.”
Preghiamo.
Padre Onnipotente, guida con bontà la tua Chiesa,
perché, retta dalla tua mano sicura,
cresca nella libertà
e perseveri nell’integrità della vita cristiana.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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