di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 6 maggio 2025.
3ªa settimana del Tempo di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,30-35)
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
La folla è lì, davanti a Gesù. Ma non sono mica lì per caso… si ricordano bene del miracolo della moltiplicazione del pane. E adesso lo vogliono di nuovo. Hanno ancora fame e così, con un’aria da esperti di cibo spirituale, chiedono: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?» Perché questa domanda? Gesù ha appena sfamato migliaia di persone con cinque pani e due pesci, e già chiedono il bis? Forse più che fame dello spirito, qui si cerca un Dio che convinca con effetti speciali. Un miracolo al giorno leva il dubbio di torno?
E tirano fuori la carta Mosè: «I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto…» Come a dire: “Tu che dici di essere mandato da Dio… fatti valere! Almeno al livello di Mosè, su!”. Ma Gesù non ci casca. Non risponde con un altro miracolo. Non cede alla logica del “più segni = più followers”.
Risponde con calma e con verità (ma anche con una dichiarazione che spiazza tutti): «Io sono il pane della vita.» Non “vi do del pane”. Ma Io sono il pane. Non uno che viene a risolvere i problemi con un miracolo al giorno… ma uno che si dona come risposta, come nutrimento, come senso. È l’incarnazione, è l’eucaristia. È Dio che non ci lancia pacchi di manna dall’alto… ma si fa Lui stesso Pane per noi. Da mangiare. Da vivere. E quando la gente dice: «Signore, dacci sempre questo pane!».
…la domanda non suona poi così male. Forse stavolta non stanno chiedendo solo lo snack miracoloso, ma un senso più profondo. Forse – proprio come noi – si sono accorti che il pane “che sazia” non è quello che finisce nello stomaco, ma quello che riempie il cuore.
Quante volte ci accontentiamo del miracolo del momento, della risposta facile, del “Dio risolvi tutto tu”? Gesù non è una panetteria celeste che apre su richiesta. È il Pane della Vita. E se lo accogliamo, se ci nutriamo di Lui davvero, non vivremo solo “pieni”… vivremo vivi. Quindi, buon appetito spirituale!
Preghiamo.
O Dio, che apri la porta del regno dei cieli
a coloro che sono rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo,
accresci nei tuoi fedeli la grazia del Battesimo,
perché liberati da ogni peccato
possano ereditare i beni da te promessi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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