Caffè di martedì 11 novembre 2025

di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 novembre 2025.

32a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Martino di Tours, vescovo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,7-10)

In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Io voglio stare al mio posto perché è lì che funziono e faccio funzionare! Parafrasando il capitolo dodicesimo della prima lettera ai Corinzi di San Paolo Apostolo: “se la mano dicesse alla testa, fammi mettere al tuo posto! Sarebbe un bel disastro! Allo stesso modo, se un frate Carmelitano Scalzo volesse vivere come un frate Cappuccino oppure una donna sposata come una monaca di clausura, ci sarebbe un bel problemino.
La gioiosa fatica di vivere bene, con la massima intensità d’amore, là dove il Signore ci ha messi e dove ora ci troviamo, penso rappresenti la soddisfazione più umanizzante della vita di ogni uomo o donna. Il rimanere fedeli alla propria condizione di vita nelle prove e nelle fatiche quotidiane, con tanta umiltà, fiducia e perseveranza, senza scappare da esse, ci fa sperimentare un senso di profonda compiutezza perché percepiamo che siamo all’interno del progetto di Dio per noi, che il Signore è con noi!

Arriviamo al punto capitale espresso dal Vangelo: non nutriamo più il bisogno di riconoscimenti esterni, di ricchezze compensatorie, di notorietà umana perché ci basta la Vita che riceviamo proveniente dal Signore della vita, il Bene più grande al quale anela il nostro cuore. E Dio stesso, permette momenti privilegiati pari a punti di luce e di incoraggiamento sul cammino, nei quali prendiamo coscienza di quanto sia bella e ricca la nostra semplice esistenza perché sotto lo sguardo amorevole e la paterna provvidenza di Dio Padre. Ci sentiamo dunque amati, accompagnati misteriosamente ma concretamente e, così, il nostro cuore si apre all’amore autentico del Prossimo.
Con San Martino, che sino all’ultimo istante si mostrò disponibile ad offrire le fatiche della vita al Signore, potremmo esclamare interiormente: “Fai quello che vuoi di me Signore, non la mia ma la tua volontà sia fatta, perché tutto passa ma solo Tu resti!”

Preghiamo.
O Dio, che hai fatto risplendere la tua gloria
nella vita e nella morte del santo vescovo Martino [di Tours],
rinnova nei nostri cuori le meraviglie della tua grazia,
perché né morte né vita ci possano separare dal tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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