Caffè di mercoledì 12 novembre 2025

di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 novembre 2025.

32ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Giosafat, vescovo e martire.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,11-19)

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Cosa rappresentano quei dieci lebbrosi, se non una comunità cristiana consapevole della propria debolezza morale, ma desiderosa di guarigione? Siamo anche noi quei lebbrosi ogni volta che iniziamo la Santa Messa invocando: Kyrie, elèison. Signore, pietà! Abbi compassione di noi! Mostraci la tua misericordia dandoci la forza di risollevarci dalle nostre infermità, e colma la nostra interiorità della tua presenza!
Osservando, poi, come la guarigione dei dieci malati del Vangelo avvenga prima che essi arrivino dai sacerdoti, si può cogliere una analogia con il Sacramento della Riconciliazione, in particolare per il fatto che il perdono (simboleggiato dalla guarigione fisica) è possibile riceverlo prima dell’assoluzione sacramentale, perché la contrizione perfetta, ossia il vero pentimento, è già di per sé sufficiente. La differenza, il di più del Sacramento, sta nel mettere il nostro cammino di guarigione in relazione alla Chiesa, alla quale siamo sempre uniti per il mistero della comunione dei Santi. Così, se pecco, ferisco tutto il Corpo mistico di Cristo, ma quando mi pento, e lo dico al Sacerdote, faccio del bene a tutta la Chiesa, la quale mi accoglie di nuovo come vero “figlio della luce” che rinuncia al male per attaccarsi corpo e anima al Dio Trino ed Unico.
Proviamo a rivivere i Sacramenti della Chiesa per quello che sono veramente: l’azione del Signore Gesù ripresentata oggi nella nostra esistenza.

Preghiamo.
Suscita nella tua Chiesa, o Signore,
lo Spirito che colmò san Giosafat
e lo spinse a dare la vita per il suo gregge,
e per sua intercessione fa’ che anche noi,
fortificati dallo stesso Spirito,
non esitiamo a donare la vita per i fratelli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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