Caffè di sabato 13 dicembre 2025

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 dicembre 2025.

2ª settimana del Tempo di Avvento.
Memoria di Santa Lucia, vergine e martire.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,10-13)

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Quando si aspetta una persona e non si sa bene che tipo sia, si prendono informazioni su di lei per riconoscerla senza fare troppe brutte figure ed essere ben preparati. Così è per il Messia. Che tipo sarà? La scrittura è ricca di riferimenti a questa figura ma un conto è leggere e un conto è trovarselo davanti in carne ed ossa che predica, che guarisce, che ascolta e perdona. I profeti sono un’immagine viva e bella del Messia, con le loro vite e le loro parole richiamano i suoi insegnamenti e da Lui traggono nuova luce e significato e quindi è giusto che siano collegati a Gesù.  Una caratteristica comune è la sofferenza. Sofferenza per l’incomprensione, sofferenza perché hanno difeso la verità che giustamente fa sempre un po’ male. Così è stato anche per Elia e Giovanni Battista che vengono citati e così per Gesù. Se solo cercassimo di capire il legame bello tra il dolore e la salvezza forse non ci farebbe più paura. Soffrire non è un bene ma apre alla maturazione; c’è la sofferenza del parto che apre alla vita, c’è la sofferenza offerta per altri perché siano forti, c’è la sofferenza per un valore, per un ideale, si soffre perché si ama e quindi qualunque tipo di dolore può aprirsi a qualcosa di grande, alla salvezza.

Elia e Giovanni appaiono come profeti forti che predicano la penitenza mentre Gesù appare più mite anche se non mancano parole piene di sentimento e passione e gesti forti che si scontrano con i cuori più duri. La sorte toccata a Giovanni Battista la conosciamo e anche quella di Gesù ma non dobbiamo fermarci al non essere riconosciuti e a subire un inesorabile destino…c’è la risurrezione con Gesù, c’è la sua salvezza che passa attraverso la Croce e quindi c’è la speranza! Natale è anche questo: la speranza di un bimbo atteso e preannunciato da secoli che soffrirà come un servo sofferente ma sarà la salvezza perché è “Dio con noi”!

Oggi è la memoria di S. Lucia così cara a molti per la sua storia di giovane martire e per le tradizioni che ad essa sono legate. La sua vita donata e la sua sofferenza la rendono a pieno titolo profeta che ci dice che donare la vita per Gesù ne vale proprio la pena.

Preghiamo
Riempi di gioia e di luce il tuo popolo, o Signore,
per l’intercessione gloriosa della santa vergine e martire Lucia,
perché noi, che festeggiamo qui in terra
la sua nascita al cielo,
possiamo contemplare con i nostri occhi la tua gloria.
Per Cristo Nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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