Caffè di giovedì 1 gennaio 2026

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 gennaio 2026.

Ottava di Natale.
Solennità di Santa Maria, Madre di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Il primo giorno dell’anno celebriamo la maternità di Maria. Iniziamo il tempo nuovo che ci è donato insieme alla Madonna, perché se Cristo ha avuto bisogno di una Madre per farsi uomo, noi abbiamo bisogno di questa Madre per diventare santi: “Ad Jesum per Mariam”.

Che cosa ci riserverà l’anno che viene? Guardando avanti, è una domanda carica di attese che in molti ci stiamo ponendo in queste ore. Vorremmo saperlo, ma davanti a noi resta, come sempre, il grande mistero. Per questo la liturgia ci fa iniziare l’anno con Maria: ogni mistero ha bisogno di una direzione e Maria ci indica la rotta nel buio della storia. La Madre ci conduce alla Luce che è Cristo.

È, in fondo, la scoperta che fanno i pastori nel Vangelo di oggi: uomini semplici, impegnati in un cammino di ricerca. Il cristianesimo riabilita le “ricerche”, anche quelle di persone sprovvedute e poco affidabili agli occhi del mondo, come i pastori, riconoscendole come vie autentiche per “trovare”. Alle spalle lasciano una condizione poco invidiabile; dall’incontro con il Bambino, però, tornano colmi di gioia, lodando Dio per ciò che hanno visto e ascoltato. Che cosa hanno trovato? Un senso alla loro vita. Perché, in fondo, questo è Gesù.

“Maria, Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia”: questa famiglia rende la venuta del Messia concreta, non astratta; un evento accaduto, presente, verificabile. Maria non sa ciò che le accadrà, eppure “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.

L’ansia che spesso agita le nostre vite nasce da una mancanza di interiorità. Chi coltiva l’interiorità scopre la vita spirituale. E come ogni attività che voglia crescere, anche quella spirituale richiede esercizio, fedeltà, allenamento quotidiano. Ecco allora un buon proposito per questo nuovo anno che ci è donato: custodire ogni cosa meditandola nel nostro cuore e, soprattutto, come Maria, custodire Gesù, il Bene più prezioso.

Preghiamo.
O Dio, che nella verginità feconda di Maria
hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna,
fa’ che sperimentiamo la sua intercessione,
poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita,
Gesù Cristo, tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti.

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