di padre Marco Poggi
– Comunità di Bozoum (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno a tutti, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 2 gennaio 2026.
Tempo di Natale.
Memoria dei santi Basilio e Gregorio nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 19-28)
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Nella festa di Natale Dio si è mostrato, si è fatto conoscere e ha preso i tratti colmi di tenerezza di un neonato. Dio ha scelto di farsi fragile bimbo consegnato nelle nostre mani: mistero incommensurabile d’amore!
E oggi, indicandoci la figura del Battista, la Parola di Dio ci invita a compiere un altro passo: chi sono io? Giovanni Battista è uno dei protagonisti dei periodi di Avvento e di Natale. Egli è allo stesso tempo profeta e discepolo del Messia. Era così importante la sua influenza e parlava e agiva con tanta forza che i farisei gli inviarono alcuni sacerdoti per informarsi circa la sua identità: “Tu, chi sei?”.
Giovanni il battezzatore non ha dubbi, non si prende per Dio, per il messia, anche se avrebbe potuto, visto che la folla pensava che fosse lui. Non ha nessun delirio di onnipotenza. È autentico, umile e schietto. Non approfitta della sua posizione per giocare a fare il Messia. Lui dice solo che è una voce…che annuncia Qualcun altro, che parla di Qualcun altro, che testimonia Qualcun altro…
E noi, in questo anno nuovo che comincia, cosa vorremmo essere? cosa vorremmo fare? Come discepoli di Gesù, saremo capaci di essere voce che annuncia la presenza di Gesù per chi non lo conosce o lo ha dimenticato?
Ringraziamo il Signore per l’anno passato, con i suoi momenti belli e quelli più difficili. Ringraziamolo per l’amore che abbiamo ricevuto da lui, dalla famiglia e dagli amici. Mentre guardiamo al nuovo anno, chiediamo la sua grazia e la sua benedizione. Chiediamo che ci dia salute e forza, fede, amore e speranza. Che doni la pace al mondo, alle nostre famiglie e ai nostri cuori. Chiediamo il dono del suo Spirito, che ci renda capaci di essere voce di Gesù, testimoni coraggiosi di Gesù Salvatore, capaci di non aver paura di annunciarlo a chiunque incontriamo.
Preghiamo.
(da una preghiera di santa Teresa di Calcutta)
Signore, vuoi le mie mani, per passare questa giornata
aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno? Signore, oggi ti do le mie mani.
Signore, vuoi i miei piedi, per passare questa giornata
visitando coloro che hanno bisogno di un amico? Signore, oggi ti do i miei piedi.
Signore, vuoi la mia voce, per passare questa giornata
parlando con quelli che hanno bisogno di parole d’amore? Signore, oggi ti do la mia voce.
Amen.
Una santa giornata a tutti nella pace di Gesù.
Buon anno nuovo vissuto insieme a lui e per lui!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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