di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 aprile 2026.
Sabato Santo – Veglia pasquale “nella Risurrezione del Signore”.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni (Gv 19, 38-42)
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Siamo nel giorno del silenzio, nel tempo del silenzio. E’ il giorno più silenzioso dell’anno liturgico. Anche i riti si rivestono di silenzio; nelle chiese, da ieri sera resta soltanto la Croce del Signore da adorare. Il silenzio ci conduce proprio ad adorare, il nostro Redentore che ha dato la vita per noi. Per i discepoli di Gesù questo però è stato un silenzio carico di domande e di dolore, il momento in cui la fede è messa duramente alla prova, perché tutto sembra finito. E’ messa alla prova ma non muore, perchè è alimentata dalla speranza, di coloro che hanno conosciuto e creduto al Signore, e in fondo al cuore custodiscono la certezza che anche ora Egli sta agendo. Il silenzio di oggi è quindi l’attesa della vittoria finale, che Dio porta a compimento. Ci è chiesto di compiere con amore quello che hanno fatto anche Giuseppe di Arimatea e Nicodemo: accogliere il mistero della morte di Gesù, accoglierlo nel sepolcro della nostra vita, là dove le ferite e il male, la tristezza e il pessimismo ci fanno vedere tutto destinato alla morte. Accogliere qui l’Amore eterno e infinito del Signore che redime, e riconoscere che per la sua Presenza una nuova luce nasce nel profondo del nostro buio. Luce che ci fa risorgere alla vita eterna.
Preghiamo
Scenda, o Padre, la tua benedizione
su questo popolo
che ha celebrato la morte del tuo Figlio
nella speranza di risorgere con lui;
venga il perdono e la consolazione,
si accresca la fede,
si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi, nell’attesa della Pasqua di Risurrezione!
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