Caffè di martedì 14 aprile 2026

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 aprile 2026.

2ª settimana del Tempo di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,7-15)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

“Dovete nascere dall’alto” … parole che hanno fatto riflettere Nicodemo e noi?
Sono così scontate?
Noi nasciamo sulla terra e diventiamo ciò che ci viene dato in nutrimento sia corporale che intellettuale e spirituale. La fede che riceviamo nel Battesimo attraverso l’intenzione dei nostri genitori è sicuramente un dono e un seme per rinascere figli di Dio e diventarlo sempre più compiutamente nella santità.

Ciò che sta in alto è sicuramente la Croce innalzata e ancora “più sù” è il Cristo risorto e asceso al Cielo. Dobbiamo abbracciare Lui e il suo amore e così potremo nascere dall’alto, con una mentalità di dono, di perdono, di salvezza ricevuta e data. Questo “alto” non è un luogo perché come lo Spirito non sappiamo “da dove viene e dove va” così è l’amore di Dio che tutto crea e sostiene e in cui possiamo immergerci se lo vogliamo. Nel nostro intimo e nel nostro vivere possiamo incontrare Dio.
Dobbiamo abituarci a un linguaggio nuovo fatto di silenzi, di preghiera, di opere che parlano di carità invece che farci riempire di suoni e immagini di questa terra che ci confondono e allontanano dal Signore.

Nicodemo, uomo che sei vicino al Signore ma è ancora notte, insegnaci l’arte di cercare ciò che riempie il nostro cuore e, arrivata l’alba dell’adesione a Cristo, aiutaci a non aver più paura di testimoniarlo apertamente come te che lo deponi dalla croce ormai senza più alcuna paura di appartenergli, consapevoli che il dono di amore che abbiamo visto sulla croce è l’unico modo per rinascere dall’alto.

Preghiamo.
Dio onnipotente,
donaci di proclamare la potenza del Signore risorto,
per possedere in pienezza
i doni che abbiamo ricevuto come pegno di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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