Caffè di domenica 10 maggio 2026

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 maggio 2026.

6a settimana del Tempo di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Ci avviciniamo al compimento del tempo di Pasqua che è la Pentecoste ma non solo come limite temporale di questo periodo in cui Gesù appare risorto ma come pienezza di questo tempo che inaugura quello della chiesa. Inizia a far capolino lo Spirito Santo promesso in più occasioni da Gesù che chiama Paraclito…cioè colui che sta vicino, difende e consiglia. Fedele alla sua promessa “Non vi lascerò orfani: verrò da voi”, “perché rimanga con voi per sempre”.

Praticamente è quanto stiamo ascoltando dagli Atti degli Apostoli fin dal lunedì di Pasqua dove possiamo vedere nel concreto l’accompagnamento dello Spirito. Lo possiamo capire anche dalla storia della Chiesa che, attraverso i secoli tra persecuzioni, periodi bui o trionfalistici, riesce a portare Cristo. E ora?  È un tempo in cui forse facciamo fatica a sentire tutta la ricchezza di questa presenza amorosa che ci accompagna ma c’è! C’è quando vediamo e sentiamo tutto il bene che si porta avanti, c’è quando riusciamo a pregare e a rimanere con il Padre e il Figlio, c’è perché se no non ci saremmo noi!

Entrando nella dinamica di amore della Trinità diveniamo la culla dello Spirito che si incarna nella nostra vita e possiamo donarlo agli altri. Riusciremo a mettere così in pratica l’esortazione della seconda lettura di oggi, la lettera di Pietro che esordisce proprio così: “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”. Questo è dono dello Spirito non solo intellettualmente con ragionamenti argomentati ma con la testimonianza della vita che coinvolgerà molto di più le persone.

L’invito a osservare i comandamenti è ciò che inizia e conclude il brano di oggi. Vuol dire che l’amore ha anche alcune leggi: il rispetto, il perdono, la lealtà, la generosità, la fiducia, il dialogo, la riconoscenza, vivendole si ama e si sarà sempre di più liberi, come la Trinità.

Preghiamo
Dio onnipotente,
fa’ che viviamo con intenso amore questi giorni di letizia
in onore del Signore risorto,
per testimoniare nelle opere il mistero che celebriamo nella fede.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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