Caffè di domenica 17 maggio 2026

di padre Fabio Ceriotti
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 maggio 2026.

Solennità dell’Ascensione del Signore.
OGGI SI CONCLUDE L’INCONTRO AMICI DEL CAFFE’ CARMELITANO.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

L’atmosfera della liturgia dell’ascensore è sempre pervasa sa una struggente nostalgia perché ci mette in forte tensione verso il Cielo, patria vera del cristiano, e ci fa sperimentare più intensamente quel desiderio di eternità che pure dovremmo sentire tutti i giorni. Dovremmo davvero, infatti, consumarci nell’attesa di contemplare svelata il volto di Dio. Eppure troppo spesso si avverte che il peso delle realtà materiali ci tiene in basso, ci tarpa leali, suscita stanchezza e dubbio.

Un interrogativo allora si pone: come arrivare a gioire per realtà che non sono terrene, che sfuggono all’esperienza sensibile? Abbiamo bisogno di un gusto suscitato in noi danno dallo Spirito Santo. La Santa gioia che lo Spirito suscita in noi, è molto diversa da quella che ci viene continuamente contrabbandata come tale. E la gioia delle beatitudini, frutto di sofferenza, perché scaturisce dalla morte e risurrezione di Cristo. Si tratta di una gioia Santa perché in Cristo asceso al cielo la nostra umanità e stata innalzata, elevata ben al d la dei nostri angusti orizzonti.

Occorre lasciarsi educare e vedere l’invisibile. Come? Si vede credendo si sente sperando, se conosce amando. Il mistero dell’ascensione, così bello e gioioso per il fatto che ci presenta Cristo risalito nel seno delle padre, nello stesso tempo c ricolma il cuore di sentimenti di umiltà e di bontà: Gesù rimane in mezzo a noi sino alla fine del mondo. Egli ha solo mutato aspetto: lo troviamo nel povero e nel sofferente. Per ora non Lo vediamo glorioso. Lo solo se prima lo avremo riconosciuto con amore vero nella sua umiliazione, accogliendoci gli uni gli altri

Preghiamo.
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Auguro a tutti una buona e santa giornata.

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