Caffè di venerdì 10 luglio 2026

di fra Edoardo Aldi
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 luglio 2026.

14a settimana del Tempo Ordinario.
Novena alla Madonna del Carmelo.

Testi liturgici e canti per la Madonna del Carmelo:

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,16-23)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

Nel Vangelo di oggi, il Signore Gesù spiega ai suoi Apostoli senza mezzi termini ciò che comporta il Suo invio: sofferenze, persecuzioni, perfino da parte dei propri cari. Li avverte di mantenere sempre una sana prudenza perché il seme del Vangelo non venga subito sradicato, ma al contempo comanda loro di conservarsi puri e semplici, di guardarsi dalle autorità che spesso fanno più la volontà del mondo che quella di Dio, e di non temere di essere accusati per via del Suo Nome: sarà infatti lo Spirito del Padre a guidarli perché possano dare testimonianza a chi ancora non è stato raggiunto dal Suo messaggio di Salvezza.

Spesso leggendo questa pagina evangelica può succedere di provare timore a causa della sua durezza e a causa di episodi recenti in cui essa si è concretizzata: basti pensare ai tanti Paesi in cui i cristiani sono perseguitati tutt’oggi. Ma siamo incoraggiati dallo stesso Divin Maestro: è stato Gesù infatti a dare per primo l’esempio, ai Suoi Apostoli ma anche a noi. Tutte le cattiverie da Lui descritte si sono avverate nella Sua dolorosa Passione: è stato tradito dai suoi fratelli, è stato condotto davanti a tribunali, governatori e re, come un agnello al macello, rendendo sempre testimonianza alla Verità quando veniva interrogato da Pilato.

È stato odiato da tutti. Ma alla fine Dio l’ha risuscitato: Cristo con la Sua sofferenza ha vinto la morte e ora non muore più; questa dunque deve essere la nostra speranza di fronte alle difficoltà che si presentano nell’opera di evangelizzazione, di fronte alle persecuzioni che ne possono derivare, o di fronte alle semplici incomprensioni dei nostri cari: chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Preghiamo.
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

A tutti voi, una buona giornata!

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