di padre Giustino Zoppi
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 luglio 2026.
17ª settimana del Tempo Ordinario.
San Tito Brandsma, carmelitano.
Foto e catechesi dell’incontro 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 31-35)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Il Vangelo di oggi vuole mettere in evidenza, proprio nell’esempio del confronto tra il granello di senapa e l’arbusto che ne deriva, la sproporzione che c’è nell’opera di Dio tra la piccolezza delle forze messe in campo all’inizio e il grande frutto che ne deriva. E’ questo, appunto, il marchio delle opere di Dio, diversamente da quelle degli uomini che hanno invece bisogno di mettere in campo grandi forze per ottenere un risultato corrispondente.
Non è forse successo così con gli inizi della Chiesa? Da quel piccolo, sparuto gruppo di uomini e donne, perdi più inizialmente dispersi dalla morte di Gesù, è nata rapidamente una grande espansione, fino a coinvolgere in pochi anni una gran parte dell’impero romano di quel tempo. Ma così è accaduto sempre nella storia della Chiesa. Pensiamo ai santi.
Chi era san Francesco? Era una piccola persona di un piccolo paese, che non aveva nessuna importanza nell’ambito della storia di quel tempo. Da questo piccolo uomo è nato un movimento travolgente che ha conquistato l’intera cristianità in pochissimi anni.
Chi era Teresa di Lisieux? Era una giovanissima consacrata nascosta in un monastero di clausura, che paradossalmente anch’essa in pochi anni, grazie al racconto della sua vita e dei suoi pensieri, ha conquistato rapidamente milioni di anime.
O chi era Faustina Kowalska? Anche lei era una giovanissima consacrata, che ha ricevuto una rivelazione privata del Signore, che le ha affidato attraverso un’immagine la missione di diffondere nel mondo la misericordia di Gesù. Ed è accaduto veramente così: quell’immagine è diventata un patrimonio di tutta la cristianità.
Ecco, questi sono soltanto alcuni piccoli esempi per documentare quello che è lo stile di Dio, il marchio delle opere di Dio. Naturalmente, c’è un rischio: il rischio che l’uomo si appropri dell’opera di Dio. Quando questo accade, quando cioè l’uomo non è più semplicemente il servitore di un’opera che Dio porta avanti, ma vuol farsi lui protagonista e mettere in campo le sue forse, ecco allora che quel piccolo seme non diventa più un grande albero, ma rimane quello che è: piccolo, rachitico, insignificante.
Se vogliamo dunque che la Chiesa sia grande, porti tanto frutto, non sostituiamoci allo Spirito del Signore, lasciamo che sia il Signore il protagonista, e allora con sorpresa vedremo e godremo grandi frutti.
Preghiamo.
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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