Caffè di giovedì 30 luglio 2026

di fra Mattia Grillo
– Comunità di Genova –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 luglio 2026.

17ª settimana del Tempo Ordinario.

Foto e catechesi dell’incontro 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,47-53) 
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Per cogliere il significato della Parola di oggi è necessario anzitutto comprendere che il regno dei cieli è la Persona stessa di Gesù. Egli è il vero pescatore di uomini, Colui che li attira con la sua rete, li raccoglie e li porta a sé. Mentre nella prima parabola Gesù paragona il regno di Dio a una rete che raccoglie i pesci del mare, ovvero le anime degli uomini, nella seconda è il discepolo del regno che, divenuto padrone di casa, estrae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove. Nella prima parabola ad estrarre è la mano di Dio, nella seconda è il fedele discepolo di Gesù. Seguendo dunque queste due immagini, dapprima le anime degli uomini sono raffigurate come pesci che si lasciano acciuffare dalla rete di Dio. Ciò ci fa comprendere anzitutto che è la mano di Dio a raccoglierci e che noi siamo Suoi, perché la nostra vita appartiene a Lui. Il vero discepolo, di conseguenza, una volta raccolto dalle profondità delle acque, può attingere ogni cosa, l’antico e il Nuovo, dal suo tesoro, che è Cristo stesso, miniera feconda di infinite ricchezze. È necessario ribadirlo: Gesù è il tesoro vero dello scriba. Estrarre dal tesoro cose nuove e cose antiche significa prendere dal cuore di Cristo l’antico della Legge e il nuovo dell’Amore. Gesù diceva: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. Ebbene, il cuore dello scriba è sempre incastonato dentro il suo tesoro prezioso, che è Cristo Signore. È innestato in Lui come tralcio alla vite. Lo scriba del regno dei cieli è un povero che ha come sua unica ricchezza Gesù, lo Sposo amato che lo fa addirittura diventare padrone di casa.

Il vero discepolo del regno perciò è colui che non soltanto si lascia raccogliere dalla mano di Dio come un pesce tirato fuori dall’acqua, ma attende fedelmente l’arrivo dello Sposo proprio come quel servo beato che posto alla mensa del padrone viene da lui servito.
Se ci si lascia catturare docilmente dalla volontà di Dio, allora si diviene discepoli capaci di estrarre dal tesoro di Cristo tutti i meriti che ci consentono di godere i beni di Dio e di unirci per sempre a Lui.
Santa Teresa di Gesù Bambino diceva: “Essendo molto povera, ma avendo per Sposo un Re potente e molto ricco, lo incarico di riversare a profusione i tesori del suo amore”.

Preghiamo.
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***