Caffè di domenica 2 agosto 2026

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 2 agosto 2026.

18ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 13-21) 

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù disse loro: “Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare”. Gli risposero: “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!”. Ed egli disse: “Portatemeli qui”.
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

A Gesù sarà mai capitato un imprevisto? Avrà mai dovuto cambiare i propri programmi all’improvviso, come spesso capita a noi?

Il Vangelo di oggi racconta che, dopo aver ricevuto la notizia della morte di Giovanni, il Signore desiderava stare un po’ da solo e, effettivamente, si era appena ritirato in disparte, quando i suoi piani vengono scardinati. Le folle lo seguono e non lo lasciano tranquillo. Gesù, anziché provare fastidio per il disturbo, concede all’uomo di essere una priorità, secondo lo stile e l’alfabeto del Padre. Per Gesù veniamo prima di qualsiasi altro programma e, per noi, è pronto a qualsiasi sacrificio.
È un esempio concreto e fattivo di dedizione al popolo di Dio per noi sacerdoti. Preghiamo perché il Signore doni alla Sua Chiesa pastori generosi e disponibili, pronti a «scendere dalla barca» quando c’è bisogno, sull’esempio di Gesù.

Il Vangelo continua dicendo che Gesù «sentì compassione». Compassione e Misericordia con lui vanno di pari passo. In latino sono rese entrambe da «misereor»; mentre in lingua ebraica e in greco per indicare «misericordia» si usano parole che hanno la stessa radice del «grembo materno», a esprimere un amore viscerale e profondo. Quanto è importante e necessario ancora oggi sentire compassione, senza farci dominare da una fredda tecnologia artificiale.

Infine il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci ci dice che all’umanità non è concessa solo compassione, ma sazietà. Non si può intendere il miracolo dei pani e dei pesci come un segno astratto o spiritualistico, in realtà questo avvenimento fa sperimentare una comunità che si lascia sfamare da Dio stesso.
Di fronte al bisogno della gente, il Signore è perentorio: «Voi stessi date loro da mangiare» e i discepoli si mettono a servire.
La moltiplicazione non avviene prima di iniziare a distribuire, ma si compie mentre si fa servizio.
Nella moltiplicazione dei pani e dei pesci avviene una collaborazione (proprio cum-labor cioè faticare assieme), una cooperazione. Anche noi abbiamo la responsabilità di condividere quanto Gesù è pronto a moltiplicare nelle nostre mani, attraverso le quali può passare tanta Provvidenza.
Nella vita di Gesù l’imprevisto siamo noi. Ma questo non lo scoraggia, anzi Lui è sempre pronto a condividere. E noi?

Preghiamo.
O Padre, che apri la tua mano
e sazi ogni vivente,
fa’ che nulla mai ci possa separare dal tuo amore,
pane che nutre le profondità della vita
e comunione con ogni creatura.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!

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