Caffè di lunedì 14 settembre 2026

di padre Michele Goegan
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 settembre 2026.

Festa dell’ Esaltazione della Santa Croce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Nel monastero “Santa Croce” a Bocca di Magra, dove mi trovo, oggi è festa grande: è un luogo privilegiato per sentire vicino la presenza di Gesù crocifisso, Lui sulla Croce come un Re sul trono, solenne, calmo, vincitore.

Le sentenze, infatti, le pronuncia colui che ha il potere dal suo seggio che indica chi comanda. La sua sentenza è di Salvezza proprio perché data dalla Croce, strumento di amore per noi; tra le sue ultime parole, ci dice: “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno” oppure “Oggi sarai con me in paradiso” oppure ci affida la Madre e, queste, non sono certamente parole di condanna ma di salvezza!
L’inno Crux fidelis ci dice che questo strumento di morte, per noi, è talamo trono ed altare. Trono lo abbiamo visto; Talamo perché è il luogo dove si consuma il grande amore che spinge Gesù lì per noi, ed Altare perché sopra è sacrificato l’Agnello senza macchia; tutto a nostro vantaggio.

Agli occhi di chi passava dal Golgota sarà sembrato uno strumento di condanna crudele e chi vi era sopra uno dei tanti malfattori fatto fuori anche con un po’ di fretta e ingiustizia. Ai nostri occhi è il sacrificio consapevole fatto liberamente per il grande amore che ci porta Dio a cui non possiamo rimanere indifferenti.

Dal Vangelo possiamo vedere la croce come strada per il cielo, da lì si passa per la salvezza perché Gesù è passato da lì e poi come sia il punto di incontro tra noi e Dio Padre. Lui ha mandato Gesù, Figlio unigenito e Figlio dell’uomo e noi, figli di uomini, chiamati a realizzare in pienezza la figliolanza con Dio.
Le croci in cima alle montagne potrebbero indicarci proprio questo: “Guarda giù, è tutto sotto la mia protezione! Guarda su, questo è l’ultimo scalino per arrivare al Cielo”.

In alto i nostri cuori!

Nel segno della Croce non dobbiamo temere.

Preghiamo.
O Padre, che hai voluto salvare gli uomini
con la croce del tuo Figlio unigenito,
concedi a noi, che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero,
di ottenere in cielo i frutti della sua redenzione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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