Caffè di mercoledì 16 settembre 2026

di mons. Aurelio Gazzera
– carmelitano e vescovo di Bangassou (Repubblica Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 settembre 2026.

24a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei Santi Cornelio papa, e Cipriano vescovo, martiri.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,31-35)
 
In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, 
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». 

Questa pagina del Vangelo, che sembra un po’ strana, ci rivela un po’ il cuore di Gesù. Anche lui, come noi, un po’ tutti, in un momento o nell’altro, ci ritroviamo a osservare un pochino la reazione della gente e come viene accolta la vita, la fede, la vita sociale anche, a volte con un po’ di amarezza o con un po’ di delusione. Anche noi ci ritroviamo un pochino con Gesù, di fronte a gente che non è mai contenta. Mai contenta perché o, come dicono questi bambini, vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato. Abbiamo provato, abbiamo fatto, penso a tante iniziative che facciamo in parrocchia, in missione, di qua e di là, ma anche nelle nostre famiglie, per portare magari un po’ di buon umore, un po’ di gioia, un po’ di movimento e non vediamo grandi risultati. Abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. Tentiamo magari con qualcosa di più serio e anche lì non vediamo nessun movimento, nessun cambiamento, apparentemente. 

La frase che è al cuore di questa pagina del Vangelo è proprio l’ultima: ma la sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli. Come se il Signore dicesse a noi e a se stesso anche in questo momento magari un po’ di disillusione, di amarezza, che in fondo la sapienza è comunque al cuore ed è riconosciuta dai suoi figli. La Sapienza che è anche uno dei nomi dello Spirito Santo ha una sua forza. La forza di Pentecoste è quella che apre e entra in questa casa dove gli apostoli si erano nascosti, rifugiati, apre le porte e porta un fuoco e questa sapienza è comunque all’opera in noi e in tanta gente, anche se a prima vista non sembra reagire, non sembra di vedere un cambiamento. Poi spesso ci accorgiamo che, al di là di tutto, ci sono delle capacità di ripresa, di ascolto, di fede, di carità che vanno molto al di là di quello che poteva essere il nostro scoraggiamento di quel momento. 

Preghiamo

Signore ti preghiamo: spesso nella nostra vita attraversiamo momenti di delusione, di scoraggiamento, aiutaci sempre a credere alla forza del tuo amore, alla forza del tuo Spirito Santo, alla tua forza, alla forza di Dio che è Padre, che è Figlio, che è Spirito, aiutaci a non perdere la speranza ma a mettere la nostra speranza in te, che sei il nostro Signore, che vivi e regni per i secoli dei secoli. Amen.

Buona buona giornata!

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