di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 settembre 2026.
24ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,1-3)
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Siamo abituati a pensare al gruppo degli amici e collaboratori stretti di Gesù – cioè quelli che lo seguivano, ascoltavano ogni sua parola ed erano testimoni di ogni suo gesto e incontro – come formato esclusivamente da uomini. In realtà – e senza nulla togliere al ruolo unico e specifico dei dodici apostoli – vi era anche un seguito femminile che – come ci ricorda Luca – era composto da donne che erano state guarite da Gesù e che lo servivano con i propri beni. Non erano poche. Il vangelo, infatti, pur ricordando solo il nome di tre di loro – Maria Maddalena, Giovanna e Susanna – aggiunge che ve ne erano “molte altre”. La scelta di Gesù di farsi accompagnare anche da alcune donne era, per i giudei del suo tempo, qualcosa di stravagante, se non addirittura inaccettabile. Gesù, incurante di questi pregiudizi del suo tempo, afferma la dignità di ogni donna, riconosce la gratitudine di queste donne da lui guarite e accoglie con uguale gratitudine il loro generoso e discreto servizio nei confronti di questa prima e itinerante comunità cristiana che, attraversando città e villaggi, è la testimone privilegiata dell’annunzio della buona notizia del regno di Dio.
Maria di Magdala è senza dubbio la più importante e la più conosciuta di queste donne. Di essa, il Vangelo ci informa che era stata liberata da ben sette demoni, cioè da una presenza forte e pervasiva del male nella sua vita, probabilmente sia a livello fisico che psicologico e spirituale. Di Giovanna, invece, che sarà menzionata ancora al momento della risurrezione di Gesù, Luca ci dice che era moglie di un certo Cuza, funzionario del re Erode, e quindi di un certo rango sociale. Susanna, infine, resta a noi del tutto sconosciuta, anche se era probabilmente nota alla comunità per cui era stato scritto il vangelo di Luca. Queste donne – e le molte altre di cui Luca non riporta il nome – non erano state soltanto affascinate dalla parola di Gesù, ma erano state da lui guarite. L’incontro con Gesù guarisce, mette in cammino e suscita il servizio. Con i loro mezzi, infatti, e – aggiungiamo noi – con la loro attenzione e delicatezza, queste donne non soltanto ascoltavano il Signore, ma anche si occupavano discretamente di tutte quelle necessità materiali che il gruppo dei Dodici avrà sicuramente dovuto affrontare durante gli anni della predicazione itinerante di Gesù.
Sarebbe però sbagliato considerare questo ruolo come semplicemente secondario e ausiliare, rispetto a quello più importante e articolato degli apostoli. Dice, infatti, il vangelo, che il contenuto principale della predicazione di Gesù era la buona notizia. Proprio a tre di queste donne, Gesù affidò il primo annunzio di questa buona notizia, della buona notizia per eccellenza e che cambiò il corso della storia: quella della sua risurrezione dai morti. E quelle donne, guidate da Maria di Magdala, divennero così le apostole degli apostoli.
Preghiamo.
O Dio, creatore e Signore dell’universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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