di fra Edoardo Aldi
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 settembre 2026.
25a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,43b-45)
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
Nel Vangelo di oggi, il Signore Gesù riporta, per così dire, i Suoi discepoli “alla realtà”: essi hanno assistito a eventi prodigiosi che li hanno sempre più convinti del fatto che il Maestro di Nazareth sia veramente il Messia: la tempesta sedata, esorcismi, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la Professione di fede di Pietro, la Trasfigurazione, guarigioni varie: un vero e proprio trionfo. Tutti, come scrive l’Evangelista, erano ammirati, pieni di gioia per il bene che era loro capitato; sicuramente non si sarebbero mai aspettati ciò che sarebbe capitato di lì a poco a Gerusalemme.
Ma è lo stesso Gesù ad avvertirli, per la seconda volta, del destino al quale dovrà andare incontro. Mettetevi bene in mente queste parole: cioè non lasciatevi ingannare dallo splendore dei miracoli, perché il Messia non redimerà il Suo popolo in questo modo, ma dando la propria vita e versando il Proprio Sangue nella Sua dolorosa Passione, rinnegato dai Propri amici e schiacciato come un verme. Questo per i discepoli risulta incomprensibile, un totale rovesciamento rispetto agli avvenimenti a cui hanno assistito. E hanno paura di chiedere spiegazioni perché non vogliono che l’idea del Messia vittorioso che avevano crolli all’improvviso.
L’esperienza dei discepoli deve interpellare la nostra vita di fede: non lasciamo che i momenti di serenità ci facciano dimenticare il comando di Gesù: Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Può infatti accadere che il Signore ci riservi una croce che non ci aspettiamo, e allora dobbiamo farci trovare vigili, con l’aiuto della Sua Grazia, per non essere sopraffatti. Riponiamo tutta la nostra Fede in Lui e domandiamoGli di donarci la forza per sopportare e superare col Suo aiuto i momenti più oscuri della nostra vita, fiduciosi che il cammino della Croce conduce alla Risurrezione.
Preghiamo
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che osservando i tuoi comandamenti
possiamo giungere alla vita eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
A tutti voi, una buona giornata!
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