Caffè di lunedì 26 ottobre 2026

di fra Edoardo Aldi
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 ottobre 2026.

30a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,10-17)

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Nel Vangelo di oggi, il Signore Gesù ha modo di istruire nuovamente i suoi ascoltatori riguardo al valore del riposo sabbatico. Egli è venuto a liberare il suo popolo dal rigore della Legge mosaica, non però per sopprimerla, ma per portarla a compimento con la nuova legge dell’Amore e della libertà nello Spirito. Come scrive San Paolo, la lettera uccide, lo Spirito invece dà vita. Gesù, in quanto Dio, ha il potere di attuare questo cambiamento, e con la guarigione miracolosa si mostra quale Signore del Sabato. Tuttavia, i Suoi avversari, scribi e farisei, rimangono accecati dal dovere verso il rigorismo delle norme e non si accorgono della loro ipocrisia: il capo della sinagoga non si rende conto del prodigio avvenuto perché è più preoccupato di ammonire la folla su quando è consentito farsi guarire! Ma il Signore dimostra subito l’assurdità delle sue pretese, per le quali è possibile fare un’eccezione al riposo del Sabato per provvedere al sostentamento delle bestie (che pur sono di aiuto all’uomo), ma non per risanare una persona che soffre da anni! Gesù trasforma il giorno del riposo, che era divenuto col tempo un periodo di riposo quasi sterile, nel giorno in cui è possibile ottenere la liberazione dal Male: il Sabato Santo, infatti, è considerato da sempre nella Tradizione della Chiesa il giorno della discesa agli inferi di Cristo, dopo la Sua morte, nel quale ha liberato i Santi morti prima della venuta del Messia per portarli in Paradiso. Chiediamo dunque al Signore di vivere i tempi di riposo che ci dona (la Domenica e le Feste) come momenti propizi per glorificarLo, per riconciliarci con Lui e per essere attenti alle necessità dei nostri fratelli.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

A tutti voi, una buona giornata!

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