di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 ottobre 2026.
30a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,31-35)
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te:
quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali,
e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».
La Parola di Dio di oggi mette in evidenza anzitutto il grande temperamento di Gesù: lo vogliono
far fuori, ma Lui non si lascia fermare dalle minacce, continua il suo cammino verso Gerusalemme,
perché sa che la sua Missione viene dal Padre e non dalla paura… Pensiamo a quante volte noi di
fronte alle minacce della vita fuggiamo per la paura, dimenticando che la nostra vita è nelle mani di
Dio, è Lui che conduce la nostra storia, se lo lasciamo operare. È questo il messaggio fondamentale
che il Vangelo di oggi intende trasmetterci.
Infatti, di fronte a Gerusalemme, la città che rifiuta i profeti, Gesù non reagisce con rabbia, ma con una grande amorevole tenerezza, certo ferita: si paragona a una chioccia che vorrebbe radunare i suoi figli, ma i suoi figli, forse anche noi, non accolgono l’invito. Tuttavia Dio rispetta la nostra libertà, rivelandosi un Dio che ama con cuore materno, che cerca, protegge e, soprattutto, sa attendere.
Perciò la “casa abbandonata” di cui parla Gesù, non va intesa come una punizione, ma la conseguenza del nostro rifiuto, di fronte al quale nonostante tutto Dio mantiene la sua promessa.
Il Vangelo di oggi termina infatti con le parole di Gesù: «Vi dico che non mi vedrete finché verrà il tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore», come a dire che per ciascuno ci sarà sempre l’opportunità in questa vita di un giorno in cui il cuore si aprirà e riconoscerà il Signore che viene.
Il Tempo di Avvento che fra non molto inizieremo è una di queste grandi opportunità.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Auguro a tutti una buona e santa giornata.
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