di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 2 novembre 2026.
Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,37-40)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Oggi si prega per i morti per celebrare la vita. Sembra un paradosso ma non lo è per niente. Il Padre celeste nutre un forte desiderio di vita perché “nessuno si perda” e l’azione del Figlio è tesa proprio a raccoglierci tutti in Lui. È un’opera continua e costante che si rinnova perché ogni giorno ci sono anime che hanno bisogno di Dio.
Noi, anche se siamo ancora pellegrini sulla terra, possiamo aiutare tante anime. Come? Offrendo per loro penitenze, indulgenze e preghiere in suffragio, in particolare la Santa Messa. In ogni Eucaristia viviamo uno scambio di reciproco aiuto tra noi in cammino sulla terra e i credenti viventi nell’aldilà, siano essi in Purgatorio o nel Paradiso.
S. Faustina Kowalska ha visitato il Purgatorio, guidata dal suo angelo custode: “una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per sé stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio”. Ecco perché preghiamo: per
accompagnarle nel cammino di avvicinamento a Dio.
L’idea di consacrare un giorno intero alla preghiera per tutti i defunti fu di un abate benedettino. Era il 2
novembre 928. Poi dal 1311 tutta la chiesa lo fa.
Come ogni anno è possibile domandare l’Indulgenza plenaria per un defunto dal 1° all’8 novembre. Per
usare un’immagine, per esempio, se consideriamo il peccato come un chiodo piantato in un muro, esso
viene tolto con la Confessione. Però resta il buco, l’effetto del male commesso, che va riparato e che
l’indulgenza chiude.
Anche se non è festa di precetto, la visita al cimitero, portare fiori, pulire e benedire le tombe ci aiuta a
vivere il “giorno dei morti” quale è: un giorno per la Vita, quella Eterna. Perché nessun’anima vada persa.
Preghiamo.
O Dio, affrettati ad accogliere i tuoi figli nel seno della vita.
Al posto della loro vita terrena così breve,
concedi loro di possedere la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
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