Caffè di mercoledì 4 maggio 2022

Mercoledì della III settimana di Pasqua.
Memoria dei martiri carmelitani spagnoli.
di padre Paolo Galbiati.

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 maggio 2022.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 35-40)

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

La fame e la sete sono esigenze umane necessarie da soddisfare per poter vivere. Gesù – dicendo che chi va a Lui non avrà fame e chi crede in Lui non avrà sete, mai – dichiara di essere l’elemento essenziale (il pane appunto) per poter rimanere in vita. Anche in altri momenti del Vangelo, Gesù si presenta con immagini che esprimono l’essenzialità della relazione con Lui: io sono la luce (Gv 8,12), io sono la vite (Gv 15,1). Dunque, la fede in Gesù è elemento essenziale di vita. Se ci mancasse qualcosa da mangiare o qualcosa da bere andremmo immediatamente in agitazione, ci daremmo subito da fare per procurarcelo.

Subito dopo, Gesù chiarisce in che cosa consista la volontà di chi lo ha mandato, il Padre: “che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato”. Il Padre non ci vuole perdere, il Figlio quindi non ci vuole perdere. E quando ci perdiamo? Quando non crediamo in Gesù. Credere in Gesù – il Figlio del Padre – non è questione di parole. Se ci chiedessimo l’un l’altro: Credi in Gesù? Diremmo con una certa naturalità: certo che credo. Che domande! Ascolto il caffè carmelitano, mi nutro della sua parola ogni giorno… Credere in Gesù significa scegliere ogni giorno nelle piccole e grandi circostanze per Gesù, in riferimento a Lui: questa amicizia la coltivo perché mi aiuta a camminare nella fedeltà a Gesù, quest’altra non mi aiuta a seguire la parola di Dio, allora la lascio; questo libro nutre la mia anima, lo leggo, quest’altro mi inquina la mente e il cuore, lo lascio; questa scelta è in conformità al Vangelo, la approvo, quest’altra mi fa decidere per un qualcosa che va contro il Vangelo e la legge di Dio, non la assecondo.

Chiediamo il dono di essere fedeli alla volontà di Dio, che è quella che non venga perso nulla di noi, che siamo un dono consegnato alle cure di Gesù. E chiediamo la grazia di non perderci, ma di credere, con le parole e con le opere, in Dio, nostra unica salvezza.

Con le parole di S. Teresa, preghiamo:

O Signore, fonte di ogni misericordia!
Riconosco la tua divina potenza.
Ricordando gli anni sprecati ormai passati,
credo che tu, Signore, possa in un istante trasformare questa perdita in guadagno.
Per quanto miserabile io sia, credo fermamente che tu possa tutto ciò che vuoi.
Recuperami, Dio mio, il tempo perduto,
concedendomi la tua grazia per il presente e per il futuro,
affinché io compaia davanti a te con la veste nuziale,
perché, se lo vuoi, lo puoi. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

padre Paolo Galbiati
Comunità di Arenzano (GE)

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2° incontro Amici del Caffè (27/29 maggio)

al Monastero Santa Croce di Bocca di Magra (SP)

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