Caffè di giovedì 28 luglio 2022

Giovedì della XVII settimana del Tempo Ordinario.
Beato Giovanni Soreth, carmelitano.
di padre Marco Chiesa.

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 28 luglio 2022.

Dal vangelo secondo Matteo (13, 47-53).

In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?”. Gli risposero: “Sì”. Ed egli disse loro: “Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Nella maiolica del “Cristo glorioso”, fatta da Biancini per il Santuario di Arenzano, si vedono gli angeli intenti a raccogliere in canestri i pesci buoni e gettare via quelli cattivi, proprio come dice Gesù nella parabola di oggi. Il riferimento fondamentale è alla fine dei tempi e alla venuta del Signore, lì sinteticamente raffigurata dall’artista.

Tuttavia, noi sappiamo che il regno dei cieli è una realtà in crescita, che si sviluppa dalla risurrezione di Cristo, per giungere alla sua pienezza proprio al ritorno di Gesù e al giudizio universale. Questo ci ricorda come tutti noi siamo coinvolti e responsabili di questa crescita del Regno di Dio, giorno per giorno.

Infatti, i primi apostoli vennero chiamati da Gesù per divenire “pescatori di uomini”, cioè per gettare le loro reti giorno per giorno sul mondo e raccogliere “ogni genere di pesci”… non per attendere e assistere il gran giorno finale, lasciando agli angeli tutto il lavoro. Lo slancio missionario è un’urgenza forte e gioiosa che coinvolge tutti i credenti in Cristo e che il S. Padre non si stanca mai di sollecitare.

Ognuno di noi – nel proprio quotidiano, secondo le sue capacità e le opportunità – è chiamato a gettare la rete, nell’ambiente in cui vive; e lo può fare grazie a quel tesoro personale da cui – come scriba sapiente – estrae “cose nuove e cose antiche”. E da cosa è costituito questo tesoro che ci rende sapienti e pronti? Dalla Parola di Dio, dai Sacramenti e dai fratelli con cui viviamo la nostra esperienza di fede: poiché in tutte queste realtà è presente Cristo stesso.

Oggi, dunque, Gesù rivolge anche a noi la sua domanda profonda e coinvolgente: “Avete capito tutte queste cose?”. Non ci resta, dunque, che esaminare serenamente e seriamente la nostra vita per poter così rispondere in modo consapevole col nostro “Sì” e gettare le nostre reti, affinché il regno di Dio possa continuare a crescere verso la pienezza del Cristo che viene.

Preghiamo.
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti.

padre Marco Chiesa
Comunità di Roma, Casa generalizia

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