Caffè di domenica 31 luglio 2022

XVIII domenica del Tempo Ordinario.
di padre Paolo Galbiati.

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 luglio 2022.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12, 13-21).

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Siamo uomini e viviamo su questa terra; la parte umana che costituisce la nostra persona ci orienta verso interessi e dinamiche umane e terrene. Oggi Gesù però ci chiede di alzare lo sguardo alle cose del cielo, a fare attenzione e a tenerci lontani da ogni cupidigia. Il motivo è chiaro: la vita di una persona non dipende da ciò che possiede! Come è attuale e vera questa considerazione! Siamo in un contesto in cui il valore di una persona dipende molto da ciò che ha, da quello che possiede. Gesù, ancora una volta, ribalta la visione delle cose e ci spinge a darci da fare per quello che conta, per il cibo che non perisce (direbbe nel Vangelo di Giovanni), a utilizzare la nostra fantasia per arricchirci presso Dio. Abbiamo una parte interiore – che chiamiamo spirituale – che ci ricorda che non siamo solo terra e polvere, ma abbiamo un seme di eternità, un germe divino, un’anima bellissima (così la chiama San Giovanni della Croce). La vera saggezza sta nell’orientare tutto di noi stessi – anima e corpo – verso la vera ricchezza. Su questa terra naturalmente siamo chiamati a gestire i beni terreni (Gesù la chiama “la ricchezza non vera”), e se non saremo in grado di amministrare questa ricchezza, chi ci affiderà quella vera? Ma come ci si arricchisce allora presso Dio? Attraverso le opere di misericordia sia spirituale che corporale, con una dedizione piena di amore per Dio attraverso l’amore per il prossimo, conquisteremo un tesoro – una ricchezza vera – che nessuno potrà toglierci, perché il custode ne è il Signore stesso.

Chiediamo in questa domenica il dono della saggezza, di una santa inventiva nel trovare espedienti per arricchirci di fronte a Dio in opere di amore e di misericordia, di un sano distacco dalle cose di questa terra, di una libertà vera e profonda dalla cupidigia, da cioè un attaccamento malsano alle cose di questa terra che passano. Dio solo basta, chi ha Lui non manca di nulla. Nulla, anche delle cose che ci servono in questa parentesi terrena che è la nostra vita quaggiù, nulla il Signore ci farà mancare.

Preghiamo.
O Dio, fonte della carità, che in Cristo tuo Figlio
ci chiami a condividere la gioia del tuo Regno,
donaci di lavorare con impegno in questo mondo,
affinché, liberi da ogni cupidigia,
ricerchiamo il vero bene della sapienza.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti.

padre Paolo Galbiati
Comunità di Arenzano (GE)

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