Caffè di domenica 11 dicembre 2022

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Bangui (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 dicembre 2022.

III settimana del Tempo di Avvento.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 2-11).

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Anche per uno tosto, duro e puro come il Battista, credere in Gesù non è stato facile. Giovanni era (quasi) convinto che Gesù fosse il Messia. Ma il modo in cui Gesù lo stava facendo lo sconcertò. Forse che non fosse veramente lui il liberatore atteso da Israele, da lui con tanta forza e radicalità annunciato a squarciagola nel deserto? Il dubbio del Battista è, in realtà, ancora più radicale. Non si tratta soltanto di azzeccare il Messia giusto rispetto a tanti sedicenti messia. Per Giovanni il problema è molto più concreto: se Gesù è il Messia, perché io soffro in prigione? E “il più grande fra i nati da donna” ancora non sapeva che, da lì a poco, gli avrebbero tagliato la testa.

Gesù è consapevole che tutti, anche i suoi più intimi collaboratori, si attendevano un Messia più efficace e trionfante. E, anche qui, nessuno poteva immaginarsi che il Messia sarebbe addirittura morto in croce. Al Battista sembrava quasi che Gesù attendesse, invece di prendere sul serio la sua missione.

Gesù non attende e prende molto sul serio la sua missione. Gesù, però, scombina le carte e ci sorprende. Attendevano un Messia che facesse piazza pulita di nemici e oppressori. Gesù invece chiede di amare i nemici e muore lui per noi. Ed è consapevole che questo suo modo di fare il Messia sarebbe stato scandaloso per molti.

Siamo ormai a metà strada del tempo di Avvento. L’Avvento non è un conto alla rovescia in attesa del Natale, ma l’occasione per accorgersi che Dio è già venuto e viene sempre nella nostra vita, in modi inattesi e sorprendenti, anche nella sofferenza e nell’umiliazione. Beato chi non si scandalizza, cioè non trova in questo una pietra di inciampo. Beati quei piccoli che in realtà sono grandi, perché capaci di accogliere il Signore, là dove egli passa.

Preghiamo. 
Dio della gioia, che fai fiorire il deserto,
sostieni con la forza creatrice del tuo amore
il nostro cammino sulla via santa preparata dai profeti,
perché, maturando nella fede,
testimoniamo con la vita la carità di Cristo. 
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Buona domenica a tutti!

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