Caffè di lunedì 26 dicembre 2022

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 dicembre 2022.

Ottava di Natale.
Festa di S. Stefano, primo martire.

Testi utili per la Liturgia dell’Ottava di Natale:

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10, 17-22).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Ieri abbiamo celebrato la nascita di Gesù Bambino; oggi festeggiamo la testimonianza di Santo Stefano, il primo diacono, ma soprattutto il primo uomo che ha sacrificato la propria vita per Gesù, nel 36 d.C.

Perché lo festeggiamo subito dopo il Natale? Perché il calendario dei santi ricorda prima di tutto chi è stato contemporaneo o subito dopo Gesù: oggi Stefano, domani Giovanni apostolo ed evangelista, il 28 dicembre i Santi Innocenti uccisi da Erode…

Festeggiare un martire proprio il giorno dopo Natale potrebbe suonare stonato con l’atmosfera natalizia, ma in realtà ci dimostra quanto la nascita di Gesù sia presa seriamente dai santi che donano la loro vita pur di non rinnegare il messaggio di amore e di pace che Gesù è venuto a portare con la sua nascita. Leggere nel Vangelo di oggi che “Vi consegneranno ai tribunali, vi flagelleranno” ci ricorda che Natale è anche il dramma di Dio presente, ma non accolto.

La vicenda di Santo Stefano è narrata negli Atti degli Apostoli, ai capitoli 6 e 7. Nella Chiesa primitiva, egli si distingueva come uno dei credenti più attivi e generosi. Per questo motivo, subito dopo la Pentecoste, fu scelto dai dodici Apostoli per il servizio della carità, cioè per assistere i poveri, gli orfani, le vedove nella comunità di Gerusalemme.

Intorno all’anno 33 o 34 d.C. gli ebrei, vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”. Lo catturarono e lo portarono davanti al sinedrio, ma non finirono neanche il processo e, senza emettere un regolare atto di condanna, dopo averlo trascinato fuori dalla città, lo lapidarono. Stefano si comportò esattamente come Gesù: pregando, chiese perdono per i suoi uccisori. Egli morì perdonando i suoi nemici, e tra questi chi c’è? Un certo Saulo (proprio il futuro San Paolo!), addetto a custodire i mantelli degli assassini, assistette alla lapidazione, non potendovi prendere parte per la sua giovane età.

Di lì a poco, scoppiò la prima persecuzione contro i cristiani. In duemila anni di storia, il cristianesimo non ha mai attraversato un periodo che non fosse segnato da persecuzioni, più o meno grandi. I discepoli di questo Bambino nato povero, ma Figlio di Dio, hanno sempre dovuto, in un modo o nell’altro, fare i conti con l’Erode di turno. Oggi preghiamo per tutti coloro che sono discriminati e perseguitati a motivo della fede cristiana, ma anche perché dal sacrificio dei nuovi martiri, nascano cristiani generosi e santi.

I martiri sono innanzitutto persone profondamente innamorate della vita, ma quando sono messi davanti all’obbligo di dover scegliere per quale motivo vivere, preferiscono non rinnegare quel motivo, fino a morirne. E noi, che cosa siamo disposti a donare per quel Bambino che è nato? Dovremmo sempre domandarci se le cose che viviamo valgono o non valgono la nostra vita: è il criterio ultimo per cui dovremmo vivere ogni giorno.

Preghiamo.
Donaci, o Padre, di esprimere con la vita
il mistero che celebriamo
nel giorno natalizio di santo Stefano primo martire
e insegnaci ad amare anche i nostri nemici
sull’esempio di lui, che morendo pregò per i suoi persecutori.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Buona giornata a tutti!

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