Caffè di domenica 12 marzo 2023

di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 marzo 2023.

III settimana del Tempo di Quaresima.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 4, 5-15.19b-26.39a.40-42).

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».

Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Gesù, nell’incontro odierno con la donna samaritana, ci da una grande e bella lezione di accoglienza e dialogo verso chi è diverso. Tra Giudei (Gesù era Giudeo) e Samaritani non c’erano buone relazioni, ma secolare diffidenza e astio. Gesù supera i divieti della sua cultura e si rivolge, tra l’altro da solo, a questa donna samaritana. La donna ne rimane giustamente sorpresa: “Come mai tu che sei Giudeo chiedi dell’acqua a me che sono Samaritana?

Ecco il primo insegnamento che ci vuole dare Gesù oggi, e che Papa Francesco ci ripete spesso: superiamo i pregiudizi, abbattiamo le barriere, andiamo incontro ai fratelli e sorelle diversi, apriamo le porte, innanzitutto quelle del nostro cuore!

Gesù, affaticato per il viaggio, sotto il sole rovente di mezzogiorno, chiede acqua da bere alla Samaritana. Quest’acqua è indispensabile alla vita, e non è sorprendente che, nelle regioni del Medio Oriente dove regna la siccità, essa sia semplicemente il simbolo della vita e anche della salvezza dell’uomo in un senso più generale.

Partendo dall’acqua che la samaritana sta attingendo e dalla propria sete fisica, Gesù arriva a suscitare nella Samaritana prima inconsciamente, poi sempre più intensa, una nuova sete, quella che solo lui sa estinguere: la sete e il desiderio di Dio, di una vita conforme alla nostra vocazione originale. Gesù è l’acqua viva.

Ed ecco che i Samaritani, venuti prima solo per curiosità, ora non vogliono più lasciare partire Gesù. E’ nata la fede, l’apertura all’altro, doni di Dio che aprono alla civiltà dell’amore.

Preghiamo.
O Dio, sorgente della vita,
che offri all’umanità l’acqua viva della tua grazia,
concedi al tuo popolo

di confessare che Gesù è il salvatore del mondo
e di adorarti in spirito e verità.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

A tutti voi auguro di vivere quest’oggi assetati di Dio, come la Samaritana.

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