Caffè di giovedì 13 aprile 2023

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 aprile 2023.

Ottava di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24, 35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Gesù è appena risorto e ha iniziato a farsi riconoscere come tale, ma non è facile: che sia morto lo si è visto, ma un risorto fa sempre paura! E non è soltanto risorto, ma… risorto per me! La morte e risurrezione di Gesù sono una dedica d’amore di Dio per me personalmente. Sant’Agostino dice che la meraviglia dovrebbe essere inversa: “Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini?”.

Gesù risorto rivela a diverse persone la sua presenza reale facendosi toccare, ma soprattutto toccando il cuore di chi gli sta davanti. Se l’iniziativa non è sua, noi non potremmo arrivare a pensare a tanto! Ha appena fatto la stessa cosa con i discepoli di Emmaus, ora lo fa con i suoi apostoli, e poi con altri ancora, fino ai confini della terra.

Gesù parte dal gesto di mangiare, che è il più concreto che possa trovare, e richiama le tante volte che si era seduto a tavola con loro: non ultima, la cena di Pasqua celebrata una settimana fa. E’ più facile riconoscerlo nello “spezzare il pane” a Messa, perché ci andiamo proprio per questo motivo: lì c’è lui che si fa presente. Forse è più difficile quando la sua presenza si mescola con la nostra quotidianità, e noi, così di corsa e affaccendati, non ci pensiamo, ma lasciandoci prendere dalle cose di questo mondo abbiamo bisogno di un di più di attenzione e profondità per poterlo scorgere.

Il Signore risorto ci accompagna dappertutto, e allora la nostra testimonianza non deve essere solo in luoghi scelti, dove è scontata (in chiesa o con chi frequenta), ma soprattutto dove è meno scontata e forse più necessaria. Così, nella vita reale, lui ci porta a tanti luoghi, situazioni e persone diverse.

Dopo questo, Gesù con pazienza si fa ancora maestro e spiega le Scritture che lo riguardavano e apre loro la mente! Quanta pazienza ha dovuto avere con loro e anche con noi! Gesù non apre solo lo stomaco per ricevere cibo, ma soprattutto apre e nutre il cuore, perché l’uomo ha bisogno di speranza e di senso nella propria vita. La sua Parola e la sua presenza ci accompagnano ancora oggi e ci ripetono: Pace a voi!

Noi ascoltiamo e ripetiamo le sue parole, perché sono vive come lui, e ci trasformano ancora, se le sappiamo custodire nel nostro cuore. La paura deve trasformarsi in meraviglia e poi in fede e poi ancora in testimonianza, e questo ci darà la pace vera.

Ci facciamo coinvolgere dalla sua presenza reale? Gesù è nel tabernacolo di ogni chiesa, desideroso di entrare nel tabernacolo della nostra anima, rimanere in intimità con noi, essere amato e portato in questo nostro mondo. Questa sì che diviene vera presenza: il Signore desidera noi, e con noi raggiungere gli altri con il suo amore.

Preghiamo.
O Padre, che da ogni parte della terra
hai riunito i popoli nella confessione del tuo nome,
concedi che tutti i tuoi figli,
nati a nuova vita nelle acque del Battesimo
e animati dall’unica fede,
esprimano nelle opere l’unico amore. 
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti voi! Alleluia, Alleluia!

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