di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 maggio 2023.
VI settimana del Tempo di Pasqua.
San Simone Stock, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16, 5-11)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Tutti conosciamo la paura per una novità che può portare fatica o sofferenza: così, nel primo versetto, Gesù sottolinea il timore dei discepoli, e anche in altri passi il Vangelo racconta la paura degli apostoli di chiedergli spiegazioni… E’ la paura del mistero di Dio che si rivela, che ci lascia perplessi e che non si capisce, soprattutto che non riusciamo a possedere e che ci sorprende negli eventi della vita.
Gesù prepara i discepoli alla sua passione e morte, annuncia che deve andare al Padre. Ogni separazione e distacco sono fonte di dolore, e anche il cuore dei discepoli è nella tristezza: chi ama, desidera che la presenza dell’altro sia per sempre. Per questo, Gesù annuncia la venuta dello Spirito Consolatore, il difensore divino dei credenti nei contrasti con il mondo. E sarà compito dello Spirito Santo ricordare le parole e i gesti di Gesù, e dimostrare la colpa del mondo su tre aspetti: la mancanza di fede, l’errore nel non riconoscerlo, la caduta nell’inganno del nemico infernale, fomentatore di guerre e discordie.
Il peccato: lo Spirito rivelerà che il peccato fondamentale, da cui provengono tutti gli altri, è la mancanza di fede, il non aver creduto nel Figlio di Dio, in Colui che il Padre ha mandato.
La giustizia: la non accoglienza della fede ha portato all’errore di non riconoscere Gesù come Messia, in modo giusto e reale. Invece la Risurrezione e l’Ascensione al cielo dimostrano la realtà di quello che Gesù diceva di essere.
Il giudizio: Gesù è stato deriso e umiliato come uno sconfitto fino alla morte, ma risorgendo ha vinto e ha sconfitto il demonio. Lo Spirito di verità perciò mette in luce i raggiri e la falsità di chi per convenienza e profitto si schiera contro il Signore e i suoi discepoli.
Quando il Paràclito sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo, dello stile di vita mondano, riguardo alla persecuzione di Cristo e dei cristiani. Il Signore non ci abbandona nella nostra vita, ma è al nostro fianco per aiutare la nostra fede, così che possiamo riconoscerlo realmente incarnato e vivente, e gioire della sua vittoria sul peccato e sulla morte.
Preghiamo.
Padre onnipotente, che nella tua grande misericordia
ci hai rigenerati a una speranza viva,
accresci in noi la fede nel Cristo risorto,
perché credendo in lui abbiamo la vita nel suo nome.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Buona e santa giornata a tutti voi.
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