Caffè di mercoledì 29 aprile 2026

di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 aprile 2026.

Festa di Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa,
compatrona d’Italia e d’Europa.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Il Vangelo di oggi si apre con una sorta di paradosso che ci aiuta a comprendere uno degli aspetti del “diventare bambini” per entrare nel Regno dei cieli: il vero sapiente e intelligente non è colui che presume di essere tale, ma è chi, come appunto S. Caterina, sentendosi piccolo al cospetto di Dio, si apre con fiducioso abbandono alle “sue cose”, cioè alle sue verità, in altri termini, alla sua volontà, cercando di interpretarla nella vita per donarla con semplicità agli altri.

Per questo S. Caterina, prima donna insieme a S. Teresa d’Avila, è stata proclamata Dottore della Chiesa, entrando così di diritto a far parte dei cosiddetti “piccoli del Regno”, cioè dei veri grandi, dei veri maturi nella fede. Subito dopo Gesù, essendo Lui con il suo esempio e la sua vita, il rivelatore delle cose del Padre, ci invita ad imitarlo indicando la strada per superare il peso dei nostri limiti, delle nostre fatiche e stanchezze: quella della mitezza e dell’umiltà, prendendo sopra di noi il peso dolce e leggero del suo Amore che domanda di essere donato senza misura ai fratelli.

Un peso dolce e leggero perché, come il giogo che si porta in due, è Lui che lo porta con noi e per noi, perché amandoci davvero si muove a compassione dei nostri limiti oggettivi, desiderando donarci il vero ristoro, la vera pace e serenità. Sono parole consolanti le sue: “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita”.

Chiediamo allora oggi l’intercessione di S. Caterina per ottenere questa grazia della mitezza e dell’umiltà per fare così l’esperienza soave del suo Amore: ossia la grazia della docilità alla sua volontà consapevoli che senza di Lui non possiamo fare nulla.

Preghiamo.
O Dio, che in santa Caterina da Siena,
ardente del tuo Spirito di amore,
hai unito la contemplazione di Cristo crocifisso
e il servizio della Chiesa,
per sua intercessione concedi al tuo popolo
di essere partecipe del mistero di Cristo,
per esultare quando si manifesterà nella sua gloria.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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