di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 2 maggio 2026.
4ª settimana del Tempo di Pasqua.
Memoria di Sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,7-14)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
«Signore, mostraci il Padre e ci basta». Le parole di Filippo sono così concrete che, anche se suonano un po’ sfacciate, ci piacciono per la sua voglia di arrivare al nocciolo della questione. Se a volte le argomentazioni di Gesù non sono semplici da capire e non è facile seguire il filo del suo discorso, ben venga un po’ di concretezza.
Filippo conosceva la cultura ebraica secondo la quale c’erano sette cieli: Dio risiedeva sopra il settimo. Tra un cielo e l’altro i rabbini calcolavano la distanza di 500 anni di cammino. Quindi, tra l’uomo e Dio c’erano 3.500 anni di cammino: nessuno avrebbe mai vissuto così a lungo per superare quella distanza in una vita e raggiungere Dio. Eppure Gesù insiste: «Filippo? Da tanto tempo sono con voi! Chi ha visto me, ha visto il Padre».
Noi crediamo che Dio esista, ma forse abbiamo ancora bisogno di farne esperienza. Come se uno sapesse che l’amore esiste, ma ancora non avesse incontrato nessuno che lo ami. Quando invece si incontra quel Qualcuno, allora l’amore non resta una teoria ma un fatto, un evento. Così accade nella fede: finché non sperimentiamo che la via di Dio, la verità di Dio, la vita di Dio è Gesù Cristo, la nostra fede è come se somigliasse a un’intuizione, a una visione della vita. Una cosa è pensare e credere che, da qualche parte, Dio esista, altra cosa è sapere che quel Dio non solo esiste, ma che si è incarnato in Gesù, in Gesù opera e in Gesù ama. Con Gesù chi cerca concretezza, la trova!
Cercare Gesù è permettergli di lasciarci toccare attraverso gli eventi. Ogni fatto è un’occasione. E poco importa se è buono o brutto, doloroso o bello. Gesù ha il potere di trasformare ogni cosa in occasione e così farci sperimentare che ogni cosa che fa sua può portarci al Padre.
«Io sono: la via, la verità e la vita» con queste parole del Vangelo, affermiamo che non ci sono strade alternative che portino al Padre. Gesù è la via maestra. Dobbiamo però aggiungere che ci sono vie diverse, infinite e misteriose che possono condurre al Figlio. Non si tratta di una contraddizione, ma di due livelli distinti: solo Cristo introduce al Padre, ma i modi in cui ciascuno arriva a Gesù sono innumerevoli e spesso sorprendenti.
Ha ragione Filippo a dire: «Mostraci il Padre e ci basta», ma ha ancora più ragione Gesù nel sottolineare la nostra epocale cecità nel non riconoscerlo qui davanti ai nostri occhi. Gesù è dentro ogni anelito di felicità, di bene e, nascosto, abita la bellezza del creato. Anche noi, pur potendo incontrare il Padre attraverso Gesù tutti i giorni nella Messa, spesso rimaniamo indifferenti, indolenti e non crediamo alla vera natura dell’Amore.
Non solo Gesù è nel Padre e il Padre è in Gesù. Di più! Dio prende dimora nell’uomo.
E noi? Usiamo il tempo della nostra vita come il momento e il luogo per conoscere Dio e la sua concretezza? «Gesù, mostraci il Padre e ci basta». Tutto molto concreto, come piaceva a Filippo. E anche a noi.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che hai suscitato nella Chiesa il vescovo sant’Atanasio,
insigne assertore della divinità del tuo Figlio,
fa’ che, per il suo insegnamento e la sua intercessione,
cresciamo sempre più nella tua conoscenza e nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
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