Caffè di mercoledì 20 maggio 2026

di fra Giancarlo Cencio
– Comunità di Savona –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 maggio 2026.

7a settimana del Tempo di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,11b-19)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una
sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho
conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione,
perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel
mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua
parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono
del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non
sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola
è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo;
per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Da secoli, una sottile tentazione lambisce il cuore di chi crede: il desiderio di fuggire. C’è
chi sogna di sbarrare le porte, di ritirarsi dietro mura altissime per costruire una “città
ideale” — un riflesso pulito, quasi asettico, del proprio pensiero. O peggio, c’è chi prova a
piegare la Storia con la forza, pretendendo di cucire il mondo sui bordi del Vangelo come
se fosse un abito troppo stretto.

Ma tra i vicoli della Galilea, il Maestro non ha mai parlato di ritirata.
Egli ci immagina lì, nel cuore pulsante del mercato, nel chiasso delle piazze. Non siamo
stati chiamati per guardare il mondo da lontano, ma per restare. Siamo invitati ad amare
la luce che brilla tra le crepe della realtà, sapendo però che il confine è sottile: il rischio è
che il “mondo”, con la sua logica d’ombra, possa annacquare il vino buono della promessa
fino a renderlo scialbo, privo di quel sapore che incendia l’anima.

È per questo che Gesù prega per noi. Non ci chiede di essere estranei, ma di essere
preservati. Chiede che l’oscurità non ci inghiotta mentre camminiamo nel fango e nella
gloria del quotidiano.

Per non smarrire la bussola, dobbiamo fare spazio. Bisogna svuotare le stanze dell’ego
per far abitare la Verità, quella Parola che non è un libro polveroso, ma un respiro che
rende autentici. È lei che ci insegna la danza difficile della testimonianza: vivere con
semplicità tra le scrivanie degli uffici, tra le mura domestiche o tra i banchi di scuola,
portando un profumo diverso.

Preghiamo.
Infondi in noi, Signore, il dono del tuo Spirito,
perché tutto ciò che noi facciamo abbia inizio
da Te, e in Te trovi il suo compimento.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***